A Bologna per Natale le luminarie di Guccini in via Indipendenza, ma la canzone è top secret
È arrivato (finalmente) a Bologna il momento dell’omaggio di tutta la città a Francesco Guccini. Per il cantautore, morto lo scorso 6 agosto, nei giorni subito seguenti la sua scomparsa erano sbocciati momenti spontanei nel capoluogo emiliano, con persone che si sono trovate a cantare le canzoni del Maestrone in via Paolo Fabbri e non solo. Nel frattempo, in accordo e su richiesta della famiglia, il Comune si è messo al lavoro per strutturare una celebrazione più ampia. Nasce così ‘S’io avessi previsto tutto questo’, una serie di appuntamenti in programma a Bologna dal 29 ottobre al 2 novembre. Il clou sarà la ‘Cantata per un amico’ aperta a tutti in piazza Maggiore davanti a San Petronio, nel pomeriggio di domenica 1 novembre, dalle 15 in avanti. Ma non solo. Perchè il Comune di Bologna dedicherà a Guccini anche le luminarie natalizie in via Indipendenza (la canzone è ancora da svelare). Ad annunciare il tutto è l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Daniele Del Pozzo, questa mattina in conferenza stampa a Palazzo D’Accursio. Nelle giornate ‘gucciniane’ rientrano anche le repliche, già sold out, di ‘Opera Guccini’ al teatro Duse dal 29 al 31 ottobre, prodotta dal Teatro comunale Bologna, che dà una veste lirico-sinfonica alle ballate del Maestrone. Un progetto nato quando Guccini era ancora in vita e da lui vidimato. Del programma fanno parte ulteriori tre momenti: il 30 ottobre a Palazzo Pepoli ospiterà un evento dedicato al tarocchino bolognese, di cui il cantautore era assiduo giocatore; il 2 novembre la Sala della Musica di Sala Borsa ospiterà un ascolto guidato ai vinili del Maestrone; infine, dal 30 ottobre all’1 novembre saranno aperte in via eccezionale le porte della storica Osteria delle Dame per visite guidate nell’atmosfera settantiana, che rappresenta una buona parte della mitologia gucciniana. Il Comune di Bologna “ha colto ciò che avveniva spontaneamente in città- dice Del Pozzo- ma ha costruito intorno anche un programma molto articolato, sempre in rispetto e con la collaborazione della famiglia. Guccini ha raccontato Bologna, l’ha illustrata ed è straordinario vedere anche quanti giovani siano pronti a farlo”. L’altro aspetto, aggiunge l’assessore, riguarda “l’idea che le sue parole trovino anche uno splendore. Per questo stiamo lavorando perché le luminarie di via Indipendenza riportino brani delle sue canzoni. Penso sia un bellissimo modo per non fermarci a questi festeggiamenti”. Con questo omaggio, Bologna “restituisce il grande patrimonio di identità che Guccini ci ha lasciato– afferma ancora Del Pozzo- un artista coerente, con la testa libera e il cuore sicuro, che ha trovato le parole giuste per più generazioni”. E per il futuro, ci saranno altre iniziative? “Questo è un inizio: ci stiamo lavorando”, afferma l’assessore.ù La cantata in piazza Maggiore sarà realizzata dal collettivo ‘Cantate Bologna’, nato nel 2023 e già protagonista dei precedenti omaggi spontanei. “Sono tutti invitati a partecipate- dice Daniele Pecorella- non c’è palco e non c’è pubblico. Siamo tutti parte dello stesso coro, si crea un sentimento di forte umanità”. ‘Opera Guccini’ è stata ideata da Giorgio Comaschi e Alessandro Nidi. “Nella musica di Guccini non ci sono solo quattro accordi- sottolinea il direttore d’orchestra- quando gli feci sentire L’Avvelenata cantata da un baritono, gli piacque molto: sembrava Rossini”. Le canzoni saranno inframezzate da aneddoti sul Maestrone raccontate da Comaschi, che chiuderà col monologo scritto da Guccini nel 2004 sul suo ritorno ai monti. “Avrei preferito tre file vuote in fondo al teatro e lui in prima fila”, dice Comaschi con malinconia.
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