In Cina dilaga l'usanza del 'caro estinto' seppellito in casa, il governo corre ai ripari

Apr 2, 2026 - 00:37
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In Cina dilaga l'usanza del 'caro estinto' seppellito in casa, il governo corre ai ripari

Contro il caro prezzi, si è diffusa in Cina una nuova usanza: seppellire i defunti in appartamenti vuoti nei grattacieli piuttosto che pagare per una tomba al cimitero. E così, racconta il Financial Times, il governo di Pechino ha deciso di correre ai ripari adottando misure severe per chi intende farlo. Gli appartamenti residenziali sono diventati infatti più convenienti dei cimiteri come luoghi in cui onorare le spoglie dei propri cari e tale pratica si è diffusa come effetto combinato del rapido invecchiamento della popolazione (nel 2025, rispetto a dieci anni prima, i decessi sono arrivati a 11,3 milioni) e della crisi immobiliare. Secondo un'indagine globale condotta nel 2020 dall'assicuratore SunLife, risultano in Cina le seconde più alte al mondo, pari a circa 37.375 RMB (5.400 dollari), dopo il Giappone, rappresentando circa il 45% del salario medio annuo. A ciò si aggiunge il fatto che mentre gli immobili residenziali in Cina godono di diritti di utilizzo di 70 anni concessi dal governo, i lotti nei cimiteri hanno un contratto di locazione di soli 20 anni. La nuova legge che dovrebbe entrare in vigore a ridosso di domenica quando ricorre la festa di Qingming, dedicata alla pulizia delle tombe, impedisce alle società o agli agenti immobiliari di vendere appartamenti "con le ceneri", anche se si sospetta che in segreto si continuerà a farlo. Il governo punta anche a incoraggiare pratiche funerarie alternative, note come "sepolture ecologiche" come spargere le ceneri di una persona cara in mare perché sono più economiche e hanno un minore impatto sull'ambiente e sulle limitate risorse di terreno. Alcuni esperti demografici hanno però avvertito sul rischio di modificare i riti funebri tradizionali cinesi che potrebbe influire sull'atteggiamento nei confronti della famiglia e conseguentemente contribuire al calo dei tassi di natalità.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.