A Palazzo Madama i gioielli della Daunia, tra memoria e artigianato contemporaneo

Ott 8, 2026 - 00:13
 0  10
A Palazzo Madama i gioielli della Daunia, tra memoria e artigianato contemporaneo

Imparare un mestiere può consentire ai giovani di costruire il loro futuro”. Parte dalla tradizione orafa della Daunia il messaggio della senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, che ha promosso a Palazzo Madama la conferenza stampa “Gioielli della Daunia – Intrecci di storia”. Al centro dell’incontro, il ruolo del patrimonio culturale come risorsa per la formazione, il lavoro e la crescita economica dei territori. “Credo nella possibilità di trasformare la tradizione in un’opportunità”, ha affermato Fallucchi. Valorizzare gli antichi monili, secondo la senatrice, significa dare una prospettiva ai saperi che ne hanno consentito la realizzazione: “Dietro una bottega e un artigiano ci sono competenze, formazione, lavoro. Il patrimonio culturale deve aumentare il valore economico di un territorio”. Nella Sala Caduti di Nassirya, gli artigiani hanno presentato creazioni che recuperano forme e simboli degli ornamenti tradizionali, anche attraverso materiali meno preziosi. Rame, ferro e lavorazioni all’uncinetto diventano strumenti per reinterpretare un’eredità che comprende gioielli di famiglia, segni della devozione e testimonianze degli scambi lungo le vie della transumanza, tra Daunia, Molise e Abruzzo. “La tradizione può diventare contemporaneità”, ha sottolineato Fallucchi. “Parliamo di ‘intrecci’ perché intrecciamo il passato con il futuro, con la contemporaneità”. Un principio che, ha spiegato, può applicarsi anche ai tessuti, alle sartorie e alle ceramiche, facendo dialogare cultura, artigianato ed economia. La senatrice ha richiamato lo spirito della legge 59/2025, che ha istituito la Giornata nazionale degli abiti storici: riconoscere il valore delle tradizioni e sostenerne la trasmissione. Quando un territorio riconosce la propria identità, ha osservato, quel patrimonio può tradursi in cultura, lavoro e opportunità economiche. Una prospettiva che Fallucchi ha collegato all’impegno del governo per il Made in Italy, inteso come valorizzazione di competenze e capacità produttive. Il percorso presentato in Senato, “dalla spirale del Sannio agli ori del Gargano, lungo le vie della transumanza fino all’oreficeria contemporanea”, ha messo in luce anche il significato sociale degli ornamenti. “Il vero valore di un gioiello non è soltanto nell’oro con cui è realizzato, ma nella storia che riesce a custodire e soprattutto nella storia che riesce a raccontare”, ha detto Silvana Di Lella, architetto e designer orafo. Nel costume della pacchiana, ha spiegato Di Lella, i monili costituivano un linguaggio: raccontavano una famiglia, una condizione sociale, una festa o un matrimonio. Parte della dote, venivano custoditi e tramandati, affidando soprattutto alle donne la trasmissione della memoria familiare. Riprodurne le forme con materiali più accessibili permette di mantenerne vivo l’uso e il riconoscimento. Da qui la proposta di coinvolgere scuole, musei, archivi e nuove generazioni nella conoscenza di questo patrimonio. “La tradizione non ci impedisce di guardare avanti: ci permette di sapere da dove veniamo mentre costruiamo il nostro futuro”, ha affermato Di Lella. Sul potenziale imprenditoriale dell’artigianato si è soffermata anche Anna Annunziata Torelli, che ha indicato nel digitale uno strumento per portare le creazioni sui mercati internazionali e offrire nuove possibilità a chi vuole costruire il proprio percorso professionale nel territorio d’origine.

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.