Influenza aviaria: diminuiscono i casi negli uccelli in Europa
I casi di influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli in Europa stanno iniziando a diminuire dopo un periodo autunnale e invernale caratterizzato dalla più intensa circolazione del virus negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dall’ultimo rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dal laboratorio di riferimento dell’Unione. Tra novembre 2025 e febbraio 2026 sono stati segnalati 406 focolai tra gli uccelli domestici e oltre 2.100 casi tra quelli selvatici in 32 paesi europei. Il numero di infezioni negli allevamenti è rimasto simile a quello registrato negli ultimi due anni nello stesso periodo, mentre nei volatili selvatici i casi sono stati tre volte superiori rispetto all’anno scorso e quasi cinque volte più alti rispetto a due anni fa. Dalla fine di dicembre tuttavia il numero di rilevazioni ha iniziato a diminuire, seguendo il normale andamento stagionale che porta a una riduzione dei casi con l’arrivo della primavera. Parallelamente si è registrato un lieve aumento dei casi tra i mammiferi. Per la prima volta nell’Unione Europea test sierologici condotti su una mandria di bovini da latte apparentemente sani hanno indicato una precedente esposizione al virus, probabilmente trasmesso da uccelli selvatici. Sono in corso ulteriori indagini.
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