L’avvertimento del Fmi: La crescita dell’economia mondiale è vicina ai limiti della resilienza
L’economia mondiale sta mostrando una tenuta superiore alle attese nonostante la guerra in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi dell’energia, ma la capacità di assorbire nuovi shock si sta riducendo. È l’avvertimento lanciato dal Fondo monetario internazionale (Fmi) nelle ultime previsioni economiche, secondo cui l’esaurimento delle riserve petrolifere, l’aumento dell’indebitamento e la crescente dipendenza dagli investimenti nell’intelligenza artificiale rendono la crescita più vulnerabile. La consigliera economica del Fondo, Silvana Tenreyro, ha sottolineato che, senza rafforzare la capacità di approvvigionamento e ricostituire i margini di intervento delle politiche economiche, l’economia globale potrebbe presto raggiungere “i limiti della resilienza”. Il Fmi prevede una crescita mondiale del 3,1 per cento nel 2026, confermando la stima di aprile, e del 3,4 per cento nel 2027, con una revisione al rialzo di 0,2 punti percentuali. Per gli Stati Uniti è attesa un’espansione del 2,3 per cento in entrambi gli anni, mentre l’inflazione globale dovrebbe salire al 4,7 per cento nel 2026 e scendere al 4,1 per cento nel 2027, livelli superiori alle precedenti previsioni a causa dei rincari di energia e alimentari. Le scorte mondiali di petrolio si stanno inoltre riducendo di circa 2,7 milioni di barili al giorno, aumentando il rischio di nuove impennate dei prezzi. Il Fondo segnala anche i rischi legati alla concentrazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Se i guadagni di produttività attesi non si concretizzassero, una contrazione degli investimenti e una correzione dei mercati finanziari potrebbero portare il prodotto interno lordo mondiale, entro il 2028, a un livello inferiore dell’1,1 per cento rispetto alle previsioni di base; per gli Stati Uniti lo scarto arriverebbe all’1,8 per cento. Al contrario, un’accelerazione degli investimenti accompagnata da una crescita più rapida della produttività potrebbe spingere il Pil globale dello 0,6 per cento sopra le stime di base entro il 2029. Le previsioni saranno al centro delle riunioni annuali del Fmi e della Banca mondiale, in programma questa settimana a Bangkok.
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