Rinascita ad alta quota: la Liguria scommette sul rilancio di Monesi e Santo Stefano d’Aveto
Per decenni è stata affettuosamente ribattezzata la “piccola Svizzera” delle Alpi Liguri. Un angolo d’entroterra dove generazioni di appassionati hanno mosso i primi passi sulla neve, respirando quell’aria sottile e magica che solo l’incontro tra il mare e le vette sa regalare. Poi, il lungo silenzio: nel novembre del 2016, un’ondata di maltempo e una serie di devastanti frane sferrarono un colpo durissimo a Monesi, isolandola e decretando il blocco prolungato delle sue attività.
Oggi, però, si riaccende una luce concreta sul futuro della montagna ligure. Tra le vette del Ponente e quelle del Levante soffia finalmente un vento di rinnovamento e speranza, spinto da un importante pacchetto di investimenti regionali destinati alla valorizzazione delle aree interne.
Parte dei due milioni di euro stanziati dalla Regione Liguria nell'ambito dei fondi FOSMIT (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane) andrà infatti a finanziare la rinascita di Monesi, nel comune di Triora, affiancandola al polo turistico di Santo Stefano d’Aveto, la celebre stazione sciistica dell’Appennino genovese che ha saputo mantenere attivi i propri impianti di risalita.
Se a Levante la priorità resta il consolidamento delle strutture esistenti, a Ponente la parola d’ordine è riconversione. Monesi non guarda più soltanto al passato o al turismo legato alla neve, ormai sempre più incerto, ma punta con decisione a un modello di accoglienza attivo dodici mesi all’anno.
Il piano di rilancio parte da un profondo intervento di riqualificazione urbanistica e paesaggistica, segnato simbolicamente dalla demolizione dell'ex albergo Redentore, per anni sgradevole scheletro di cemento a quota 1400 metri. Parallelamente, grazie alle manutenzioni curate dalla Provincia di Imperia, gli impianti di risalita sono stati adeguati per accogliere anche le biciclette.
La nuova vocazione di Monesi sarà legata a doppio filo all’outdoor: paradiso per il trekking, regno per la mountain bike e punto di riferimento per gli amanti dell’escursionismo naturale. Un progetto ambizioso che unisce rigenerazione urbana e turismo sostenibile, restituendo a una delle zone più affascinanti della regione la dignità e la centralità che merita.
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