ADV Home>Economia Stretto di Hormuz: fino a 100mila dollari al mese ai comandanti delle petroliere

Ott 9, 2026 - 07:11
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ADV Home>Economia Stretto di Hormuz: fino a 100mila dollari al mese ai comandanti delle petroliere

Arrivano a 100 mila dollari al mese lo stipendio dei comandanti delle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. In più, ricevono un bonus di 50.000 dollari per ogni viaggio. Lo rivela il Financial Times spiegando che è questa la cifra che gli armatori stanno offrendo come "indennità di rischio" per convincere i marittimi a imbarcarsi. Per i marinai, in genere, lo stipendio mensile è invece di 1.500 dollari mentre per i capitani arriva a circa 15 mila dollari: ma questo importo raddoppia se navigano nel Mar Rosso meridionale e nel Golfo di Oman. E arriva a essere dalle 4 alle 6 volte in più nel momento che transitano nello Stretto. Si tratta di un'indennità di rischio per il pericolo costante di attacchi iraniani con missili e droni. La maggior parte dei marittimi proviene da comunità più povere di paesi come le Filippine, l'India e l'Indonesia, oltre che dalla Russia, dall'Ucraina e dall'Europa orientale. Sono in genere attratti da questa professione impegnativa grazie a salari che sono già di gran lunga superiori a quelli che potrebbero guadagnare nel proprio paese. Tuttavia, gli alti prezzi pagati per il greggio che riesce a uscire dallo Stretto e i rischi legati all'impossibilità di spedire il petrolio prodotto nel Golfo fanno sì che i produttori della regione siano disposti a pagare queste tariffe così elevate per il transito. Le tariffe di nolo per i carichi trasportati attraverso la via navigabile contesa hanno raggiunto questa settimana il record di 1,3 milioni di dollari al giorno, rispetto ai circa 20.000-50.000 dollari al giorno dello scorso anno. Entrare nel Golfo, caricare e uscirne richiede in genere circa quattro giorni. Va considerato che una superpetroliera tipica trasporta circa 2 milioni di barili di petrolio e naviga con un equipaggio composto da un massimo di 35 marittimi, guidati da un capitano, noto anche come comandante. Oltre ai costi dell'equipaggio, secondo i broker assicurativi, gli armatori delle petroliere stanno pagando un'assicurazione contro i rischi di guerra compresa tra il 6 e il 10% del valore dello scafo della nave il parametro tipico per misurare i costi assicurativi per operare nella regione. Ciò significa che una superpetroliera potrebbe pagare fino a 20 milioni di dollari di assicurazione contro i rischi di guerra per il viaggio nel Golfo.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.