Scoperta una fabbrica clandestina di Marlboro vicino Parigi: in 5 a processo

Ott 9, 2026 - 07:12
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Scoperta una fabbrica clandestina di Marlboro vicino Parigi: in 5 a processo

Una fabbrica clandestina capace di produrre fino a 750mila sigarette Marlboro al giorno, nascosta dietro pareti di cartongesso in un anonimo capannone nella periferia parigina. Cinque uomini saranno processati a novembre a Parigi per aver partecipato alla sua realizzazione. Polizia e doganieri avevano scoperto l'impianto alla fine del 2021 in una zona industriale vicino a Meaux, nel dipartimento di Seine-et-Marne. Dietro un primo spazio destinato alle consegne si trovavano locali con docce e materassi, predisposti per consentire agli operai di vivere "in autonomia, senza contatti con l'esterno, per un periodo compreso tra diversi giorni e diverse settimane", secondo gli elementi dell'inchiesta consultati dall'Afp. Un terzo ambiente, nascosto dietro tramezzi e un controsoffitto, ospitava un compressore e un macchinario apparentemente destinato a "tagliare il tabacco e confezionare sigarette". Per uno specialista di Philip Morris, proprietaria del marchio Marlboro, ascoltato dagli investigatori, si trattava di "una linea di produzione completa", pronta a sfornare fino a 750mila sigarette al giorno da immettere sul mercato nero. L'inchiesta, affidata alla giurisdizione interregionale specializzata di Parigi competente per la criminalità organizzata, si è conclusa ad agosto con il rinvio a giudizio dei cinque uomini, che hanno nel complesso contestato i fatti. Due imputati, di 47 e 52 anni, già condannati più volte in Francia e, per uno di loro, anche in Belgio, sono accusati di aver allestito la fabbrica e detenuto i macchinari e il tabacco. Uno dei due aveva fatto perdere le proprie tracce durante le indagini, ma è stato rintracciato mentre tentava di ottenere documenti sotto falsa identità al municipio di Meaux. Un terzo imputato, sulla quarantina e con diverse condanne alle spalle, è ritenuto un complice: avrebbe contribuito ad affittare il capannone e a dotarlo di un'alimentazione elettrica a 380 volt. Gli ultimi due, un sessantenne e un trentenne senza precedenti, erano stati arrestati al momento della scoperta dell'impianto, nel quale alloggiavano, e sono considerati dagli investigatori degli "operai".

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.