Costi dell’energia elettrica, Dell’Acqua (Arera): “Con più rinnovabili sempre meno variazioni”
Un primo fronte dell’attività dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) rispetto al tema dei costi “riguarda l’implementazione delle più efficaci soluzioni regolatorie che consentano la diffusione e l’integrazione nel sistema elettrico delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo, affinché possano contribuire più rapidamente possibile al cambiamento del mix produttivo”. Questo percorso “è il più importante e porterà nel medio-lungo periodo alla strutturata riduzione dei livelli del prezzo all’ingrosso dell’energia“. Nicola Dell’Acqua, presidente ARERA, lo dice nel corso dell’audizione alla commissione Attività produttive della Camera sui costi dell’energia elettrica a carico di imprese e cittadini. “Su questo noi siamo tutti convintissimi: se andiamo a concludere il PNIEC (Piano nazionale energia, ndr) anche così come è scritto, anche senza rivederlo, le oscillazioni di prezzo si avranno sempre meno. Il nostro punto di vista rafforza quello che il Parlamento e il governo stanno facendo”, dice Dell’Acqua. Rispetto all’impatto sui prezzi, conta “la disponibilità delle fonti: a partire dal giugno del 2026 si è assistito a un decremento delle vendite di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili rispetto ai primi mesi dell’anno”, ricorda Nicola Dell’Acqua, presidente ARERA. “L’energia eolica è diminuita a causa di un’estate poco ventosa rispetto ai primi mesi del 2026, e quella idrica anche per la forte siccità. La fonte solare segue invece la stagionalità, e questa eh la conosciamo tutti”, prosegue. “Il decremento della vendita di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, insieme alla crescita della domanda, ha favorito un incremento significativo delle vendite di energia elettrica prodotta con impianti termoelettrici, tra cui i cicli combinati a gas, pur a fronte delle difficoltà di gestione legate alle alte temperature”, segnala Dell’Acqua, lte temperature che “possono comportare criticità nel raffreddamento delle centrali”.
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