IL PARLAMENTO EUROPEO DEFINISCE LE PRIORITÀ PER LA PRIMA STRATEGIA ANTICORRUZIONE
Il Parlamento europeo ha adottato ieri al termine della Plenaria a Strasburgo le proprie priorità per la prima strategia dell'Unione europea contro la corruzione, chiedendo regole più severe, una maggiore cooperazione tra le autorità e una tutela rafforzata per chi denuncia gli illeciti. La risoluzione, approvata per alzata di mano, invita la Commissione a intervenire sui rischi legati alla criminalità organizzata e alle nuove tecnologie, anche alla luce della direttiva europea anticorruzione entrata in vigore nel maggio 2026. Gli eurodeputati chiedono norme comuni più rigorose sui conflitti di interesse, sul finanziamento dei partiti, sulle attività di lobbying e sul fenomeno delle cosiddette «porte girevoli», cioè il passaggio tra incarichi pubblici e ruoli nel settore privato. Propongono inoltre maggiore trasparenza negli appalti pubblici, nelle sovvenzioni e nelle dichiarazioni patrimoniali, insieme a controlli più severi sulle istituzioni europee. Sul fronte investigativo, il Parlamento sollecita una collaborazione più stretta tra le autorità nazionali, Europol, Eurojust, la Procura europea e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, chiedendo anche maggiori risorse per contrastare i casi più gravi di corruzione transfrontaliera. Particolare attenzione viene riservata al recupero dei proventi illeciti, al riciclaggio di denaro e ai rischi legati alle cripto-attività e alle strutture societarie opache. I deputati chiedono inoltre protezione per giornalisti investigativi, informatori e organismi di controllo indipendenti, oltre a indicatori comuni per misurare i risultati delle politiche anticorruzione. La Commissione dovrebbe infine rafforzare il monitoraggio dello Stato di diritto e collegare maggiormente i finanziamenti europei al rispetto degli obiettivi anticorruzione. Secondo un Eurobarometro del 2025, il 69% degli europei ritiene che la corruzione sia diffusa nel proprio Paese.
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