MATERIE PRIME CRITICHE, L’UE SELEZIONA 46 NUOVI PROGETTI STRATEGICI
La Commissione europea ha selezionato 46 nuovi progetti strategici in 16 Stati membri per rafforzare l’autonomia dell’Unione nell’approvvigionamento delle materie prime critiche. La nuova selezione, che ha ricevuto 171 candidature, porta a 93 il numero dei progetti strategici individuati all’interno dell’UE, ai quali si aggiungono altri 13 progetti nei Paesi partner. L’obiettivo è costruire una filiera europea integrata, dall’estrazione alla trasformazione, fino al riciclo, riducendo la dipendenza dai fornitori esterni, in particolare dalla Cina. Gli interventi comprendono otto progetti di estrazione, undici di trasformazione, diciannove di riciclo e otto integrati. Riguardano 15 delle 17 materie prime strategiche individuate dall’Unione, tra cui litio, nichel, cobalto, manganese, grafite, magnesio, tungsteno e terre rare, fondamentali per le batterie, l’industria aerospaziale, la difesa e le tecnologie energetiche. Secondo il vicepresidente esecutivo della Commissione, Stéphane Séjourné, i progetti selezionati nel 2025 e nel 2026 potrebbero consentire di raggiungere gli obiettivi europei al 2030 per l’estrazione di alcune materie prime, nonché quelli relativi alla trasformazione e al riciclo di altre. La strategia per rafforzare l’autonomia dell’Unione nell’approvvigionamento delle materie prime critiche si inserisce nel quadro del Critical Raw Materials Act e del piano RESourceEU, che punta ad accelerare le autorizzazioni, mobilitare investimenti pubblici e privati e diversificare le forniture. Per i primi 47 progetti selezionati nel 2025 sono già stati mobilitati oltre due miliardi di euro da attori pubblici europei. Tuttavia, resta una difficoltà fondamentale: garantire acquirenti per le produzioni europee, spesso penalizzate dalla concorrenza internazionale sui prezzi. La Commissione intende quindi favorire contratti di acquisto a lungo termine e sviluppare un futuro Centro europeo per le materie prime critiche, che sostenga gli investimenti, coordini gli acquisti comuni e contribuisca alla creazione di scorte strategiche. L’obiettivo fissato per il 2030 è estrarre nell’UE almeno il 10% delle materie prime strategiche consumate, trasformarne il 40%, riciclarne il 25% e limitare al 65% la dipendenza da un singolo Paese terzo per ciascuna materia strategica.
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