Iran: Pezeshkian annuncia lo stop alle importazioni di benzina
L’Iran non ha più bisogno di importare benzina grazie alle misure adottate per contenere i consumi e razionalizzare la distribuzione dei carburanti, che avrebbero consentito di evitare una spesa di 12 miliardi di dollari (circa 10,7 miliardi di euro). Lo ha annunciato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, durante una riunione del Consiglio per l’informazione del governo, tenutasi ieri a Teheran. “Oggi siamo liberi dalla necessità di importare benzina, mentre altrimenti avremmo dovuto spendere 12 miliardi di dollari per acquistare il carburante necessario”, ha dichiarato Pezeshkian, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale “Irna”. Il presidente ha attribuito il risultato alla collaborazione della popolazione e alle politiche di gestione della domanda energetica, attuate nonostante le difficoltà economiche provocate dalla guerra e dalle sanzioni statunitensi. Secondo quanto riferito dall’emittente iraniana “Press Tv”, il governo ha introdotto una serie di interventi per ridurre il divario tra produzione nazionale e consumi, tra cui la revisione dei sussidi alla benzina, il rafforzamento dei controlli contro il contrabbando e la promozione dell’utilizzo del gas naturale compresso come carburante alternativo. Il sistema di prezzi differenziati prevede tariffe agevolate per i consumi di base e costi progressivamente più elevati per i quantitativi eccedenti. La terza fascia tariffaria è stata portata a 10 mila toman al litro, mentre sono state introdotte nuove procedure di identificazione degli utenti presso i distributori per contrastare le vendite irregolari. Secondo i dati diffusi dai media iraniani, il consumo di gas naturale compresso è aumentato del 14 per cento, consentendo una riduzione della domanda di benzina equivalente a circa due milioni di litri al giorno. Pezeshkian ha assicurato che le entrate derivanti dagli aumenti dei prezzi dei carburanti saranno restituite alla popolazione, ribadendo che la tutela del potere d’acquisto dei cittadini resta una priorità del governo. L’Iran, pur essendo uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio, ha dovuto ricorrere negli ultimi anni alle importazioni di benzina a causa della crescita dei consumi interni e della capacità insufficiente delle raffinerie nazionali. La riforma dei sussidi, avviata alla fine del 2025, ha introdotto un sistema tariffario articolato in tre fasce per contenere la domanda e ridurre la pressione sulle finanze pubbliche.
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