Regno Unito: rilasciati su cauzione i 5 sospettati del presunto complotto terroristico contro la base di Raf Fairford

Sep 29, 2026 - 07:14
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Regno Unito: rilasciati su cauzione i 5 sospettati del presunto complotto terroristico contro la base di Raf Fairford

Sono stati rilasciati su cauzione i cinque uomini arrestati nell’ambito dell’indagine sul presunto complotto terroristico contro la Raf Fairford, la base militare britannica nel Gloucestershire utilizzata dall’aeronautica statunitense anche per le operazioni contro l’Iran. I cinque uomini, tutti cittadini britannici residenti a Londra e di età compresa tra i 23 e i 25 anni, erano stati fermati nelle prime ore di domenica nei pressi della base con il sospetto di reati ai sensi dell’Explosives Act e di preparazione di un atto terroristico. Il rilascio non mette però fine all’indagine. “Voglio essere molto chiaro: questo non significa che l’indagine sia conclusa” ha dichiarato il responsabile della polizia antiterrorismo, Laurence Taylor. I cinque sono sottoposti a “rigide condizioni” per quanto riguarda gli spostamenti e i contatti con altre persone e “restano a tutti gli effetti sotto indagine mentre continuiamo a seguire diverse piste investigative”. Le autorità hanno confermato che gli uomini viaggiavano su tre veicoli, successivamente perquisiti “con il supporto di risorse militari ed esperti forensi”. L’operazione era scattata dopo la segnalazione di una donna della zona, che aveva notato tre furgoni e un gruppo di uomini comportarsi in modo sospetto vicino alla base e aveva chiamato la polizia. L’intervento aveva portato all’evacuazione di 85 abitazioni nel vicino villaggio di Whelford e alla creazione di un cordone di sicurezza di 400 metri, mentre gli artificieri dell’esercito esaminavano i mezzi con l’ausilio di robot. Il ministro della Difesa britannico, Wes Streeting, ha ringraziato la donna per aver chiamato la polizia, precisando però che i servizi di sicurezza del Regno Unito fossero già a conoscenza dei cinque uomini arrestati per il presunto complotto contro la base militare Raf Fairford. Nel suo discorso, il ministro non ha smentito il presidente statunitense, Donald Trump, che ha affermato che i sospetti erano sotto osservazione da tempo e “stavano cercando di provocare gravi danni”, mentre funzionari britannici ritengono che sarebbero probabilmente stati intercettati anche senza la segnalazione. Streeting non ha smentito questa ricostruzione, pur rifiutandosi di fornire informazioni sulle conoscenze di cui disponevano in precedenza i servizi britannici, per non offrire “informazioni preziose” a chi intende danneggiare il Paese. Resta soprattutto da chiarire il movente. Gli investigatori stanno valutando diverse piste, compresa l’eventualità di un collegamento con uno Stato straniero, ma non hanno attribuito pubblicamente il presunto piano all’Iran. La base militare Raf Fairford riveste una particolare importanza strategica perché viene utilizzata dalle forze statunitensi ed è stata impiegata nelle operazioni militari contro Teheran. In risposta, l’ambasciata iraniana a Londra ha dichiarato di respingere “categoricamente” e condannare “fermamente” le “speculazioni infondate e malevole” diffuse da alcuni esponenti e media britannici che tentano di collegare Teheran ai sospettati. Secondo l’ambasciata, tali ricostruzioni, diffuse “all’indomani degli atti criminali di aggressione commessi dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro il popolo iraniano”, avrebbero come unico effetto quello di “alimentare la propaganda iranofobica nel Regno Unito”. Il governo britannico mantiene comunque alta l’attenzione. Streeting ha ricordato che le basi militari nel Regno Unito e all’estero sono potenziali obiettivi di “attori sostenuti da Stati ostili” e terroristi, mentre il ministro degli Esteri, Ed Miliband, ha definito l’incidente “un promemoria delle minacce che il nostro Paese deve affrontare”, assicurando che Londra “agirà contro i gruppi proxy dell’Iran”. Il primo ministro, Andy Burnham, ha infine convocato una riunione del comitato governativo di emergenza Cobra, con l’obiettivo, ha spiegato, di avere “un quadro completo dell’intera situazione” mentre proseguono le indagini.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.