SERBIA, NUOVI CASI DI SPIONAGGIO CON SOFTWARE SPIA. RUOTOLO: SERVE UNA RISPOSTA EUROPEA
Nuove preoccupazioni sullo Stato di diritto in Serbia dopo le rivelazioni su quasi venti persone colpite o prese di mira da spyware, tra cui attivisti, esponenti del movimento studentesco e rappresentanti politici. Un’infezione da Pegasus sarebbe stata confermata, mentre oltre una dozzina di altri casi sono considerati altamente probabili. A denunciarlo è Sandro Ruotolo, eurodeputato e co-presidente della commissione informale d’inchiesta del Parlamento europeo sugli spyware. Alcuni episodi sarebbero collegati alle elezioni locali dei mesi scorsi e si sospetta l’utilizzo di questi strumenti anche contro persone impegnate nella campagna elettorale per il 25 ottobre. Il 6 ottobre, a Belgrado, sarà presentata una denuncia penale insieme a una delle presunte vittime. Ruotolo richiama anche il caso italiano dello spyware Paragon e le presunte intercettazioni illegali di giornalisti di Fanpage. Secondo l’eurodeputato, dal 2020 almeno 38 giornalisti sarebbero stati spiati in Europa. Per questo chiede alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa contro l’uso abusivo degli spyware, come già richiesto dal Parlamento nel 2023, sottolineando la necessità di norme comuni e vincolanti a tutela di giornalisti, attivisti e difensori dei diritti fondamentali.
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