Tunisia-Italia, Elmed: a Nabeul focus sul piano di ricollocazione della linea da 400 kV
Il progetto di interconnessione elettrica Elmed tra Tunisia e Italia è stato al centro di una sessione di lavoro tenutasi nella sede del governatorato di Nabeul, con particolare attenzione al piano di ricollocazione legato alla realizzazione della linea elettrica da 400 kilovolt che collegherà la stazione di Grombalia 2, nel governatorato di Nabeul, alla stazione di Mornaguia, nel governatorato di Manouba, a nord-ovest di Tunisi. La riunione, presieduta dalla governatrice di Nabeul, Hanaa Chouchani, si è concentrata sulle procedure necessarie per accompagnare la realizzazione dell’infrastruttura e sulle misure previste dal piano di azione per il reinsediamento (Par) delle persone interessate dal progetto. Nel corso dell’incontro, riferiscono le autorità regionali, è stato illustrato lo stato di avanzamento delle diverse componenti di Elmed nell’area territoriale di Nabeul, con riferimento alle procedure di gara, alle autorizzazioni e agli altri adempimenti necessari. Sono stati inoltre esaminati i meccanismi di finanziamento del progetto, le tempistiche previste per l’entrata in esercizio e le misure necessarie per accelerare e coordinare le prossime fasi dei lavori. Il piano di ricollocazione sarà elaborato e attuato nel rispetto della legislazione tunisina e degli standard ambientali e sociali della Banca mondiale, in particolare del requisito “Nes 5” relativo all’acquisizione di terreni e al reinsediamento involontario. Tra gli obiettivi indicati dal governatorato figurano la prevenzione o la riduzione al minimo del reinsediamento, la garanzia di compensazioni rapide ed eque, il ripristino o il miglioramento dei mezzi di sussistenza delle persone interessate e la tutela delle categorie vulnerabili. Il piano prevede inoltre il coinvolgimento e la consultazione delle popolazioni interessate, nell’ambito di un processo volto a ridurre l’impatto sociale della nuova infrastruttura. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti delle autorità locali e di diversi organismi pubblici coinvolti nel progetto, tra cui la Società tunisina dell’elettricità e del gas (Steg), il ministero dell’Ambiente, l’amministrazione delle foreste, l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, l’ufficio regionale del Catasto, il ministero dei Beni dello Stato e degli Affari fondiari, la Protezione civile e il Commissariato regionale per lo sviluppo agricolo, oltre a rappresentanti delle autorità idriche, delle telecomunicazioni e del patrimonio. La governatrice Chouchani ha sottolineato “la necessità di proseguire il coordinamento tra le strutture regionali e locali e tutti gli organismi interessati, con l’obiettivo di superare eventuali ostacoli e consentire l’avvio del progetto nei tempi previsti”. Elmed è considerato dalle autorità tunisine un’infrastruttura strategica per rafforzare la stabilità della rete elettrica nazionale e l’integrazione energetica tra la Tunisia e i Paesi del Mediterraneo. Il progetto prevede una capacità di interconnessione di 600 megawatt e un collegamento in corrente continua ad alta tensione (Hvdc) lungo circa 220 chilometri, di cui circa 200 chilometri di cavo sottomarino attraverso lo Stretto di Sicilia, tra la stazione italiana di Partanna, in Sicilia, e quella tunisina di Mlaabi, nella penisola di Cap Bon. Il cavo raggiungerà una profondità massima di circa 800 metri e sarà collegato alle reti nazionali attraverso due stazioni di conversione. L’entrata in esercizio è attualmente prevista per il 2028. L’investimento complessivo per l’interconnessione è stimato in circa 1,42 miliardi di euro. La Commissione europea ha destinato oltre 307 milioni di euro attraverso il programma Connecting Europe Facility, mentre sul versante tunisino il progetto beneficia del sostegno della Banca mondiale, della Banca europea per gli investimenti (Bei), della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e della tedesca KfW. Nel giugno scorso Terna e Steg hanno inoltre assegnato a Hitachi Energy un contratto da circa 770 milioni di euro per le due stazioni di conversione. Parallelamente, la Tunisia sta rafforzando la propria rete interna in vista dell’interconnessione. Il progetto Elmed 2 Grid Reinforcement, finanziato dalla Bers con un prestito fino a 43 milioni di euro, prevede tra l’altro una nuova linea ad alta tensione da 400 kilovolt lunga circa 85 chilometri tra Grombalia 2, nel governatorato di Nabeul, e Kondar, nel governatorato di Sousse. L’intervento comprende inoltre raccordi con la linea Mornaguia-Mlaabi e con la rete da 225 kilovolt nell’area di Grombalia, creando le condizioni per trasferire verso il Nord e, in prospettiva, verso l’Europa una maggiore quantità di elettricità prodotta da fonti rinnovabili in Tunisia.
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