Bruxelles, l’ASCIS porta al CESE l’agenda europea post-2030

Mag 6, 2026 - 17:54
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Bruxelles, l’ASCIS porta al CESE l’agenda europea post-2030

Bruxelles si prepara a ospitare un importante momento di riflessione sul futuro dell’Europa e dello sviluppo sostenibile. Venerdì 8 maggio, presso il Comitato Economico e Sociale Europeo, si terrà l’evento “La leadership europea per il futuro: la società civile guida l’agenda post-2030”, promosso da ASviS in collaborazione con il Gruppo Organizzazioni della Società Civile del CESE. Più volte ministro ed ex direttore dell’Istat, il Direttore scientifico ASviS Enrico Giovannini, si confronterà con vari rappresentanti delle istituzioni UE e della società civile, come Mario Nava, il Direttore generale della DG Occupazione, Affari sociali e Inclusione, Luca Jahier, già Presidente del CESE o Mariana Kotseva, Direttore generale di Eurostat, in una fase cruciale del percorso dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’Unione europea è chiamata infatti non solo ad accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), ma anche a delineare una visione strategica per il periodo successivo. Un compito reso ancora più urgente da un contesto globale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, crisi climatica, disuguaglianze sociali e instabilità economica. Al centro del dibattito, il ruolo della società civile, sempre più riconosciuta come attore chiave nella costruzione di politiche pubbliche efficaci e inclusive. Il programma della giornata prevede una serie di sessioni tematiche che spaziano dallo stato dell’Agenda 2030 nell’UE, con un focus sulla necessità di “misurare ciò che conta” per orientare le politiche future ad un un confronto su competitività e sostenibilità europea, sottolineando l’urgenza di una visione strategica integrata capace di coniugare crescita economica e transizione ecologica. Particolare rilievo sarà dato al tema delle alleanze tra attori della società civile, considerate fondamentali per promuovere un cambiamento sistemico. L’obiettivo dichiarato è superare un approccio graduale e frammentato, per passare a una trasformazione strutturale del modello di sviluppo europeo. Le conclusioni saranno affidate a Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, che delineerà le prospettive per una transizione “pulita, giusta e competitiva”.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.