Crisi nel Nord Kivu: la Comunità di sviluppo dell’Africa australe decide di ritirare le truppe
La Comunità di sviluppo dell’Africa australe (Sadc), i cui leader sono riuniti oggi in formato virtuale, ha deciso di porre fine al suo dispiegamento militare nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) orientale. È quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice, secondo cui i vertici della Sadc “hanno posto fine al mandato della Samidrc (la missione della Sadc nella Rdc) e ha ordinato l’inizio di un ritiro graduale”.
La decisione arriva dopo che a metà dicembre la Sadc ha schierato nella Rdc truppe composte principalmente da contingenti sudafricani, malawiani e tanzaniani per supportare le forze congolesi nella lotta contro i gruppi armati, in particolare il Movimento 23 marzo (M23), il gruppo ribelle sostenuto dal vicino Ruanda che negli ultimi mesi ha prso il controllo di vaste aree del Nord Kivu e del Sud Kivu. Nel Paese sono attualmente presenti circa 1.300 elementi della Samidrc, di cui circa 1.000 provenienti dal Sudafrica, assegnati principalmente al Nord Kivu.
Tuttavia, alla luce dell’evoluzione della situazione sul campo, compresa la caduta di Goma tra il 26 e il 30 gennaio, la situazione è mutata: il Malawi ha intimato ai suoi militari di prepararsi a lasciare la Rdc, mentre anche Sudafrica e Tanzania sono sempre più riluttanti, specialmente dopo che lo scorso 25 febbraio soldati sudafricani “gravemente feriti” sono stati evacuati da Goma, mentre 14 soldati dello stesso contingente hanno perso la vita a gennaio nei combattimenti contro l’M23.
Gli elementi della Samidrc ancora presenti a Goma sono pressoché inattivi, poiché la città è sotto il controllo dei ribelli da più di un mese. Sul fronte diplomatico, intanto la Sadc e la Comunità dell’Africa orientale (Eac) hanno deciso di unire i processi di pace di Luanda e Nairobi e hanno istituito una nuova piattaforma di facilitazione per cercare di ottenere una de-escalation.
Qual è la tua reazione a questa notizia?