I ribelli anti-Assad conquistano Aleppo, la bandiera della 'Siria libera' sventola sulla cittadella

I ribelli siriani, sostenuti dalla Turchia, hanno annunciato la conquista completa di Aleppo, la seconda città della Siria, segnando un evento storico nella guerra civile che perdura da oltre 13 anni. Secondo quanto riportato dal giornalista Ragip Soylu del sito web “Middle East Eye”, la bandiera della “Siria libera” è stata issata sulla cittadella storica di Aleppo e sulla Moschea degli Omayyadi, simboli chiave della città. Le forze ribelli, riunite sotto il comando dell’Esercito nazionale siriano (Sna), hanno chiesto ai leader e ai membri delle Forze democratiche siriane (Sdf) di evacuare i quartieri di Ashrafieh e Sheikh Maqsoud, rafforzando il controllo sui principali quartieri cittadini. Fonti locali riferiscono che i ribelli hanno lanciato un’offensiva coordinata, aprendo un nuovo fronte da Al Bab a Tadif contro le forze del governo di Bashar al Assad. La caduta di Aleppo rappresenta un colpo durissimo per il governo di Assad, che negli ultimi anni aveva consolidato il controllo sulla città. La Russia, principale alleata del regime, non è riuscita a fermare l’avanzata ribelle, anche a causa del trasferimento di risorse militari verso il fronte ucraino. Nonostante i tentativi di intervento aereo, le forze di Assad sono state sopraffatte, e i soldati rimasti si sono ritirati dai loro avamposti. Decine di militari dell’esercito siriano sono stati uccisi nell’ambito dell’operazione Dissuasione dell’aggressione lanciata il 27 novembre da fazioni armate che si oppongono al governo del presidente siriano Bashar al Assad. Lo ha confermato un comunicato delle Forze armate siriane, aggiungendo che gli scontri con i ribelli si estendono per una fascia di oltre 100 chilometri. “Le organizzazioni terroristiche sono riuscite, nelle scorse ore, ad entrare in gran parte dei quartieri di Aleppo”, si legge nel comunicato. L’esercito “continuerà a svolgere il proprio dovere nazionale nella lotta contro le organizzazioni terroristiche per espellere e ripristinare il controllo dello Stato e delle sue istituzioni su tutta la città e le sue campagne”, conclude la nota.
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