Il Parlamento UE salva Salis e Magyar dalle richieste giudiziarie ungheresi
Martedì il Parlamento europeo ha respinto due richieste di revoca dell’immunità parlamentare avanzate dalla magistratura ungherese, riguardanti due eurodeputati, uno italiano e uno ungherese, entrambi coinvolti in procedimenti giudiziari considerati da molti come politicamente motivati. Il primo è accusato di aver aggredito manifestanti di estrema destra a Budapest nel 2023. La sua immunità è stata mantenuta per un solo voto (306 a favore, 305 contrari), segno delle forti divisioni tra gli eurodeputati. Il secondo deputato, oggi oppositore del governo ungherese, era oggetto di tre richieste per presunti reati di diffamazione e furto. Anche in questo caso, l’Aula ha votato contro la revoca. Le decisioni riflettono le crescenti preoccupazioni del Parlamento sull’indipendenza della magistratura in Ungheria e segnano un’eccezione rispetto alla prassi consolidata di autorizzare i procedimenti giudiziari, salvo evidenti motivazioni politiche. A margine del voto, l’eurodeputata italiana coinvolta ha parlato di una "vittoria per la democrazia, lo stato di diritto e l’antifascismo", sottolineando come la mobilitazione collettiva possa contrastare le derive autoritarie. Ha ribadito la richiesta di essere processata nel proprio Paese e l’importanza di difendere i valori europei "non solo a parole, ma con i fatti".
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