Schengen: l’UE potrà sospendere l’esenzione dai visti in caso di minacce ibride o violazioni dei diritti umani
Il Parlamento europeo ha approvato una riforma del meccanismo che consente la sospensione dell’esenzione dai visti per soggiorni brevi nello spazio Schengen, estendendo i motivi che possono giustificare la reintroduzione dell’obbligo di visto. Oltre ai rischi legati alla sicurezza interna — come l’aumento dei reati gravi, delle domande d’asilo respinte o delle permanenze oltre il termine consentito — la riforma introduce nuovi criteri. Tra questi figurano le minacce ibride, come la strumentalizzazione dei migranti da parte di Stati terzi, i programmi di cittadinanza per investitori (i cosiddetti “passaporti d’oro”), la mancata cooperazione con la politica dei visti dell’UE, e violazioni dei diritti umani, del diritto internazionale e delle decisioni delle corti internazionali. Inoltre, sarà possibile sospendere selettivamente l’esenzione per funzionari governativi responsabili di violazioni, rafforzando così l'impatto del provvedimento anche a livello politico. Il relatore Matjaž Nemec ha sottolineato il nuovo meccanismo "rafforza l’impegno dell’UE per i diritti umani e il diritto internazionale". La normativa è già stata concordata con il Consiglio e diventerà effettiva 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.
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