Libia, Irini: voli sospetti monitorati a settembre aumentati del 65 per cento
L’operazione aeronavale dell’Unione europea Eunavfor Med Irini ha monitorato 91 nuovi voli sospetti nel corso di settembre, contro i 55 registrati ad agosto, un aumento di circa il 65 per cento su base mensile. È il dato più significativo che emerge dalla nuova infografica della missione, aggiornata al primo ottobre 2026. Il totale dei voli sospetti seguiti da Irini dall’avvio dell’operazione è così salito da 2.926 a 3.017. Il monitoraggio delle rotte aeree rientra nelle attività di sorveglianza svolte dalla missione per individuare possibili trasferimenti di armi e materiale militare verso la Libia e raccogliere informazioni utili all’attuazione dell’embargo delle Nazioni Unite. A settembre è aumentata anche l’attività di controllo sul traffico marittimo. I contatti radio con le navi commerciali, definiti “hailings”, sono passati da 25.302 a 25.861, con 559 nuovi controlli nel corso del mese. Attraverso queste comunicazioni Irini raccoglie informazioni sull’identità delle unità, sulla bandiera, sulla provenienza, sulla destinazione e sulla natura del carico. Le visite consensuali a bordo delle navi mercantili, indicate come “friendly approaches”, sono salite da 819 a 823, con quattro nuove attività a settembre. Questi controlli vengono effettuati con il consenso del comandante e dello Stato di bandiera e servono a verificare la documentazione e ad accrescere la conoscenza dei traffici nel Mediterraneo centrale. Nel mese appena trascorso il Centro satellitare dell’Unione europea, SatCen, ha inoltre fornito 79 nuovi pacchetti di immagini e analisi, portando il totale da 5.217 a 5.296. Sono aumentati da 98 a 101 anche i rapporti speciali trasmessi al Panel di esperti delle Nazioni Unite sulla Libia. Le raccomandazioni rivolte agli Stati membri dell’Ue per l’ispezione di navi sospette nei porti europei sono passate da 109 a 113, mentre restano 82 le verifiche effettivamente condotte dalle autorità nazionali. La missione continua inoltre a monitorare 25 aeroporti e piste di atterraggio e 16 porti e terminal petroliferi. Restano invece ferme a sei le verifiche di bandiera effettuate da Irini ai sensi dell’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos). Due erano state condotte nel solo mese di agosto contro le petroliere Toa Payoh e Mv Sun, entrambe sottoposte a sanzioni dell’Unione europea per i collegamenti con la cosiddetta flotta ombra russa e sospettate di utilizzare una registrazione camerunense non valida. Invariato anche il numero degli abbordaggi effettuati nell’ambito dell’embargo Onu sulle armi alla Libia: 33 dall’inizio della missione, tre dei quali conclusi con il dirottamento delle navi verso porti di Stati membri dell’Unione europea. Sommando questi interventi alle sei verifiche di bandiera, il numero complessivo degli abbordaggi effettuati da Irini resta pari a 39. Il quadro operativo è cambiato dopo la scadenza, il 24 maggio scorso, della risoluzione 2292 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che autorizzava l’ispezione in alto mare delle navi sospettate di violare l’embargo anche senza il consenso dello Stato di bandiera. L’embargo stabilito dalla risoluzione 1970 del 2011 resta in vigore, ma Irini non dispone più di quella specifica autorizzazione. Le verifiche di bandiera poggiano invece sull’articolo 110 dell’Unclos, che consente a una nave militare di esercitare il diritto di visita quando esistono fondati dubbi sulla nazionalità di un mercantile o sul suo diritto a utilizzare la bandiera dichiarata. Il Consiglio dell’Ue ha autorizzato Irini a ricorrere a questo strumento nel marzo scorso. Irini, comandata dall’ammiraglio di divisione italiano Marco Casapieri, è sostenuta da 23 Stati membri dell’Unione europea. Il mandato della missione è stato prorogato fino al 31 marzo 2027.
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