L’Italia cresce, ma regioni e territori continuano a viaggiare a velocità diverse

Ago 12, 2026 - 00:58
Ago 10, 2026 - 14:09
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L’Italia cresce, ma regioni e territori continuano a viaggiare a velocità diverse

L’Italia cresce, ma regioni e territori continuano a viaggiare a velocità diverse. Il passo più rapido è quello del Trentino-Alto Adige, che dovrebbe chiudere il 2026 con un aumento del prodotto interno lordo dell’1,5%, davanti a Lazio e Toscana (+1,2%) e a Emilia-Romagna, Basilicata e Liguria, tutte a +1,1%. In coda la Valle d’Aosta, unica regione in contrazione (-0,1%), e la Calabria, quasi ferma (+0,1%); poco sopra il Molise (+0,5%). Tra la prima e l’ultima regione lo scarto di crescita è di 1,6 punti.

È quanto emerge dalle stime di crescita territoriale di CER per Confesercenti, elaborate con il modello econometrico di CER a partire dalle ultime previsioni UPB, che fissano allo 0,9% la crescita del Pil italiano nel 2026.

Il quadro dei capoluoghi restituisce distanze territoriali anche maggiori, spesso all’interno della stessa area amministrativa. Bolzano è la maglia rosa della crescita: la previsione della crescita del Pil per il 2026 è a +1,8%, il ritmo più veloce tra i capoluoghi italiani, davanti a Roma e Milano, appaiate al secondo posto con un +1,6%. Il primato di Bolzano va letto insieme al peso economico: è un capoluogo di dimensioni contenute rispetto a Roma e Milano, che insieme pesano per oltre il 20% del Pil nazionale. Chiude la classifica Reggio di Calabria, a crescita zero: tra il primo e l’ultimo capoluogo lo scarto è di 1,8 punti pieni.

Nel Mezzogiorno si distingue Napoli, che con un +1,5% si conferma locomotiva del Sud, ben oltre la media dell’area (+0,8%) e appena dietro Milano e Roma; più indietro Bari, a +1,3%. Il turismo, da solo, non spiega la crescita: Venezia cresce meno della media nazionale (+0,7%), come Torino, e Firenze si ferma appena sopra (+1,1%), in linea con Bologna, Genova e Trieste, nonostante la vocazione turistica delle prime due. Sul piano delle circoscrizioni il passo più veloce è del Nord-est (+1,1%), seguito dal Centro (+1,0%); Nord-ovest, Sud e Isole restano appaiate, tutte a +0,8%.

Il divario territoriale è forte anche sul fronte dell’inflazione, particolarmente al Sud. Reggio Calabria registra l’aumento dei prezzi più alto d’Italia (+4,3%), quasi un punto sopra Napoli (+3,5%); seguono Bolzano e Roma, appaiate al +3,4%, e poi Bari e Palermo, entrambe al +3,2%. Sul fronte opposto, Campobasso è la città con l’aumento più contenuto (+1,7%), meglio di Potenza (+1,9%) — sempre al Sud — e di Firenze (+2,0%). Tra la città più cara e quella più economica lo scarto è di 2,6 punti, il più ampio di tutta la classifica.

In un periodo in cui l’unica certezza sembra essere il caldo tropicale che ci accompagnerà per tutto agosto, i numeri danno qualche soddisfazione: le previsioni sul Pil migliorano e l’inflazione resta, nella media nazionale, sotto la soglia del 3% - commenta Nico Gronchi, presidente di Confesercenti -. È presto per dire quanto il caldo torrido peserà sull’andamento dell’economia e sulle scelte di spesa delle famiglie: qualche effetto ci sarà. L’auspicio è che le stime indicate oggi vengano confermate, se non migliorate. Resta il fatto che i territori viaggiano a velocità molto diverse tra loro, anche all’interno delle stesse aree amministrative.  Metà della crescita attesa per il 2026 si concentra in cinque città: le economie urbane sono ormai un motore autonomo dello sviluppo nazionale, e bisogna partire da qui. Le politiche per lo sviluppo urbano debbano essere considerate a tutti gli effetti come uno dei pilastri della strategia di crescita del nostro paese. In questo senso, misure volte a tutelare il tessuto commerciale delle città, ad assicurare il corretto equilibrio fra domanda e offerta di abitazioni, e non da ultimo a governare flussi turistici sempre più intensi, costituiscano strumenti fondamentali per consolidare il processo di crescita dell’intero Paese”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv