Taiwan, l’intelligence: la Cina ha intensificato la campagna di disinformazione prima delle elezioni
La Cina ha condotto una campagna di disinformazione contro Taiwan diffondendo oltre 2,5 milioni di contenuti online da gennaio a settembre, in aumento di circa il 48 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo sostiene l’Ufficio per la sicurezza nazionale taiwanese (Nsb), che accusa Pechino di accresciuta ingerenza in vista delle elezioni amministrative di novembre. In un’analisi presentata questa settimana in parlamento, l’agenzia d’intelligence ha riferito che i contenuti individuati sono aumentati da oltre 1,69 milioni a più di 2,5 milioni. Secondo l’agenzia, le campagne hanno riguardato soprattutto le politiche energetiche e di difesa, la sicurezza alimentare, nonché i programmi e le immagini di specifici candidati alle elezioni per i sindaci e i magistrati delle contee, previste a novembre. Il documento sostiene che Pechino costruisca spesso determinate narrazioni attraverso i media ufficiali cinesi, per poi amplificarle mediante reti di account coordinati, società di pubbliche relazioni e gruppi di utenti online. Tra gli strumenti segnalati figurano le cosiddette “content farm”, video generati con l’intelligenza artificiale (Ia), account falsi e la pubblicazione coordinata di commenti. “La Cina ha ampliato l’impiego delle tecnologie di Ia per manipolare le informazioni, cercando di influenzare il sostegno degli elettori e i risultati elettorali”, evidenzia l’indagine. Secondo l’Nsb, Pechino utilizza inoltre l’intelligenza artificiale per raccogliere informazioni sull’attualità taiwanese, sui programmi dei candidati e sui sondaggi, allo scopo di orientare le preferenze degli elettori. I contenuti sarebbero stati diffusi principalmente attraverso piattaforme social come Facebook, Threads e YouTube, oltre che su forum online. L’analisi si inserisce nelle ripetute denunce di Taipei sulle cosiddette tattiche della “zona grigia” attribuite a Pechino, che comprendono attività militari, attacchi informatici e campagne di disinformazione volte a esercitare pressione sull’isola senza ricorrere a un conflitto armato aperto. Il rapporto segnala inoltre un’intensificazione degli attacchi informatici contro le agenzie governative taiwanesi. Nei primi nove mesi dell’anno, questi hanno raggiunto una media di 2,58 milioni al giorno. Le minacce rilevate sono aumentate da giugno, raggiungendo 185,6 milioni a luglio e 106,4 milioni ad agosto. L’Nbs non esclude che tali attività costituiscano una fase preliminare di raccolta di informazioni e preparazione di operazioni di disturbo in vista delle elezioni amministrative di fine anno, note a Taiwan come elezioni “nove in uno”, nelle quali si rinnovano contemporaneamente nove categorie di cariche locali.
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