Financial Times: l’Ue indaga sulla disinformazione filorussa durante le proteste in Francia e in altri Paesi
Le autorità dell’Unione europea stanno esaminando possibili campagne di disinformazione e interferenze straniere sui social durante le proteste violente in Francia e in altri Paesi europei. Lo riferisce il quotidiano britannico “Financial Times”, citando fonti della sicurezza secondo cui account filorussi e dell’estrema destra hanno diffuso video di violenze e contenuti falsi per alimentare le tensioni. Sono sospettate di attività analoghe anche reti legate a Iran e Algeria. Il ricercatore David Colon, di Sciences Po, cita le campagne russe Storm-1516 e Matryoshka, precisando che gli account filorussi non hanno originato le manifestazioni né ne hanno influenzato l’andamento. Una fonte dell’intelligence europea afferma che non vi sono prove concrete di provocazioni russe sul terreno. Tra i casi individuati dal quotidiano figura un video delle proteste del 2024 a Tbilisi spacciato per riprese francesi, con quasi sei milioni di visualizzazioni su X. La Commissione europea ha discusso con le autorità francesi il ruolo delle piattaforme nella diffusione di contenuti violenti e razzisti, chiedendo di impedire che gli algoritmi amplifichino i disordini. Nella giornata di ieri il ministro italiano della Difesa Guido Crosetto ha parlato di una “guerra ibrida” condotta attraverso social media e piattaforme video. Bruxelles valuta un intervento se il rischio dovesse diventare sistemico e le piattaforme non collaborassero.
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