Colombia, oggi il ballottaggio presidenziale: il progressista Cepeda insegue il conservatore De la Espriella

Giu 21, 2026 - 00:30
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Colombia, oggi  il ballottaggio presidenziale: il progressista Cepeda insegue il conservatore De la Espriella

I colombiani tornano oggi alle urne per decidere chi, tra il leader conservatore Abelardo de la Espriella e il senatore Ivan Cepeda, rileverà dal 7 agosto Gustavo Petro nel ruolo di presidente. Al primo turno del 31 maggio, smentendo buona parte dei pronostici, “El Tigre” De la Espriella aveva staccato di quasi tre punti percentuali il candidato del partito progressista Patto storico, facendo presagire un rientro della Colombia nel fronte dei Paesi latinoamericani a guida conservatrice, dopo la prima e sin qui unica parentesi a sinistra, con il mandato di Petro. Pronostici in parte confortati dal fatto che Paloma Valencia, la candidata di centrodestra direttamente collegata all’ex presidente Alvaro Uribe, aveva promesso a De la Espriella il 7 per cento raccolto al primo turno, in nome di una comune lotta al “comunismo o neo comunismo” rappresentato da Cepeda. Il candidato progressista, da parte sua, punta il dito sul presunto coinvolgimento del “Tigre” in alcune delle trame più oscure della storia recente del Paese, gli eccessi di violenza compiuti soprattutto dai paramilitari, soprattutto nelle zone più remote del Paese. Il tutto contribuisce a creare un clima di tensione che spinge più di un osservatore a chiedere ai principali contendenti di abbassare i toni e pacificare il Paese appena chiuse le urne. Fin quando erano disponibili al pubblico, i sondaggi davano quasi tutti vincente De la Espriella, già noto avvocato e imprenditore, ma nuovo nel mondo della politica. La sua corsa è sostenuta con forza, tra gli altri, dal presidente dell’Argentina Javier Milei e, soprattutto, dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: “Andate a votare per ‘El Tigre’ Abelardo de la Espriella”, scriveva l’inquilino della Casa Bianca dopo il primo turno, definendo il candidato conservatore “un leader intelligente, forte e determinato” che “combatte instancabilmente per il suo grande Paese e il suo popolo e lo ama, proprio come faccio io per gli Stati Uniti d’America”. Assieme, ha promesso da ultimo de la Espriella, combatteremo “la sinistra radicale che cerca distruggere i valori su cui riposano le nostre nazioni”. Il leader di “Difensori della patria” va oltre: da giorni pubblica in rete nomi di funzionari e politici colombiani accusati di “comprare” voti in vista del ballottaggio, segnalandoli all’attenzione del dipartimento di Stato Usa, perché provveda – per esempio – a togliere loro i visti in ingresso. Lui stesso non manca di ricordare che oltre alla cittadinanza colombiana e italiana (una bisnonna era di Scalea) dispone anche di quella statunitense. Promesse come la mano dura contro la criminalità (in un Paese sempre con alti indici di violenza) o il sostegno all’impresa privata sembrano garantire al leader conservatore i voti utili a vincere la sfida. Cepeda pare aver impostato la rincorsa soprattutto nel tentativo di portare alle urne chi ha disertato il primo turno, cui ha assistito il 58 per cento degli aventi diritto, con una mobilitazione dal basso e nei ceti che si ritiene possano soffrire il ritorno della destra. In vista del secondo turno, Cepeda ha ottenuto il sostegno – tra gli altri – della ex sindaco di Bogotà Claudia Lopez, uno dei punti di riferimento della sinistra più progressista, e di Roy Barreras, senatore e politico di lunghissimo corso nella scena locale. Pronunciamenti che potrebbero far confluire su Cepeda parte del voto moderato, anche se gli analisti ritengono che le possibilità di successo rimangono legate alla mobilitazione dell’elettorato di sinistra. Fedele al suo passato di integerrimo lottatore nella difesa dei diritti umani, determinante il suo contributo in alcune cause che coinvolgono l’ex presidente Uribe e gli abusi di Stato compiuti nella lotta con la guerriglia, Cepeda ha con il passare delle ore anche alzato il tiro delle denunce contro l’avversario, arrivando a sporgere denunce per “reati contro l’umanità” presso la Corte penale internazionale. Fondatore dello studio legale De La Espriella Lawyers Enterprise, il candidato del movimento “Difensori della patria” è stato imprenditore di grido, avendo lanciato – tra le altre cose – una linea di intimo maschile, la marca vinicola Fratellone e il rum Defensor. Al suo attivo, De La Espriella si è destreggiato anche nel mondo della musica firmando nel 2021, “De mi alma italiana” (Della mia anima italiana), album con otto brani variamente collegati al Bel Paese, che si apre con “O Sole Mio” e si chiude con “Volare”. Da sempre amante della ribalta, deve la sua fama di avvocato ad alcuni casi di alto impatto mediatico: è stato, tra le altre cose, difensore di David Murcia Guzman, l’artefice di una truffa piramidale che ha coinvolto oltre 200mila risparmiatori. Il suo studio ha difeso paramilitari coinvolti in scabrosi affari con la politica nel pieno della guerra civile, così come le comunità indigene vittime dell’inquinamento di minatori senza scrupoli. Il leader “ultra conservatore”. ha promesso un piano “choc” in 90 giorni per recuperare i territori oggi ostaggio dei gruppi illegali, la creazione di zone economiche speciali, tagli fiscali per rilanciare l’impresa produttiva e una cura dimagrante per lo Stato. Cepeda, che pure ha ottenuto più voti di quelli che aveva ottenuto Petro al primo turno del 2022, ha disatteso i favori dei pronostici e potrebbe secondo buona parte dei media aver già raccolto il grosso del suo consenso. Avvocato e politico noto per il suo rigore, il senatore si è ritagliato il profilo di difensore dei diritti umani soprattutto dopo l’uccisione nel 1994 del padre Manuel – membro del Partito comunista –, vittima delle manovre dei paramilitari al soldo dello Stato. In parlamento dal 2009, è stato negoziatore di pace con le Farc e tra i più indomiti oppositori di Uribe, l’ex presidente da lui accusato dei legami con i paramilitari e finito sotto processo per il sospetto di aver corrotto testimoni utili a scagionarlo. Cepeda si presenta in sostanziale continuità con la presidenza Petro, anche se ambisce a rendere più partecipato ed efficace il “cambiamento” promosso dal capo dello Stato uscente. Dirimente in questo senso la volontà di rinnovare il piano di “pace totale”, il programma portato avanti da Petro per stringere accordi con le numerose bande illegali, strategia che De la Espriella vuole al contrario “seppellire”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.