CORTE UE: BENI A DUPLICE USO, L’INTERPRETAZIONE DEVE ESSERE AMPIA
L’Avvocata generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Tamara Ćapeta, ritiene, in un’opinione presentata stamane a Lussemburgo, che la nozione di “beni a duplice uso” debba essere interpretata in senso ampio, considerando le esigenze strategiche e di sicurezza dell’Unione e degli Stati membri. Il caso riguarda un’azienda austriaca che aveva esportato nel 2019 un piccolo aereo civile per l’addestramento dei piloti all’Aeronautica del Myanmar. Nel 2023, le autorità austriache hanno negato una nuova autorizzazione, ritenendo che lo stesso velivolo potesse essere utilizzato anche per voli di ricognizione e per l’addestramento di piloti militari. Secondo l’Avvocata generale, per stabilire se un prodotto sia a duplice uso occorre guardare alle sue caratteristiche fisiche e tecniche e alle capacità di utilizzo che presenta al momento dell’esportazione. Non sarebbe invece necessario valutare le capacità militari dell’utilizzatore finale, la situazione nel Paese destinatario o il rischio che il prodotto venga successivamente utilizzato per altri scopi. Questi elementi possono però essere considerati nel decidere se autorizzare o meno l’esportazione. Le autorità nazionali dovranno inoltre motivare adeguatamente le proprie decisioni.
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