FRONTEX, CECILIA STRADA CHIEDE CHIAREZZA SUI FONDI PER LA SORVEGLIANZA AEREA NEL MEDITERRANEO
La parlamentare europea Cecilia Strada ha chiesto chiarimenti sull'impiego dei fondi di Frontex per la sorveglianza aerea nel Mediterraneo centrale e sul possibile coinvolgimento dell'agenzia europea nei respingimenti dei migranti verso Libia e Tunisia. La richiesta arriva dopo un'inchiesta del laboratorio di ricerca Liminal, realizzata in collaborazione con IrpiMedia, che evidenzia un forte aumento delle risorse destinate a queste attività. Secondo i dati citati dall'eurodeputata, i finanziamenti sarebbero cresciuti del 2.650% in dieci anni, passando dai 12 milioni di euro del 2018 ai 330 milioni previsti per il prossimo anno. Tra le apparecchiature utilizzate figurano droni, aerei e sistemi digitali forniti da aziende europee e israeliane, tra cui Leonardo, Airbus e alcune società coinvolte, secondo l'inchiesta, nelle attività nei territori palestinesi. Strada sottolinea soprattutto il ruolo delle informazioni raccolte dalla sorveglianza aerea, che potrebbero essere utilizzate dalle autorità tunisine e libiche per intercettare le imbarcazioni dei migranti. Secondo l'eurodeputata, queste operazioni sollevano gravi questioni sul rispetto del diritto internazionale, in particolare del principio di non respingimento e del divieto di tortura. La collaborazione tra Frontex e le autorità libiche è già oggetto di un procedimento giudiziario davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea.
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