Le famiglie di Crans temono la beffa dei risarcimenti: 'Commissariare il Comune'
Serpeggia il timore di un'ennesima beffa, tra le famiglie delle vittime della strage di Crans-Montana. In attesa che si concluda la lunga indagine penale e che vengano chiarite le responsabilità sul rogo di Capodanno, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, la preoccupazione è che spariscano i soldi dei risarcimenti milionari. In particolare quelli del Comune, le cui casse potrebbero non essere in grado di far fronte al pagamento di alcune centinaia di milioni di euro. E così 24 genitori si sono mossi, chiedendo al governo del Cantone del Vallese di commissariare le finanze della stazione sciistica, i cui amministratori e funzionari, a partire dal sindaco Nicolas Féraud, sono indagati per incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi. Presentata dall'avvocato Sébastien Fanti, di Sion, l'istanza - consultata dall'ANSA - chiede "la vigilanza finanziaria e amministrativa" delle casse pubbliche, per "far sì che il Comune si prepari a tutti gli esiti plausibili". La stessa preoccupazione, ma rivolta a Jacques Moretti, proprietario del Constellation e principale indagato nell'inchiesta, con la moglie Jessica, muove gli avvocati milanesi Alfredo Zampogna e Vinicio Mardo, legali dei genitori di Chiara Costanza, 16enne morta nel rogo. Hanno infatti chiesto alla procura cantonale di svolgere accertamenti sui movimenti bancari dell'imprenditore di origine corsa, visto che "nessun bene o patrimonio risulta allo stato sottoposto a garanzia in vista dei risarcimenti", scrivono Zampogna e Mardo, citati dal Corriere della Sera. Jacques sarà interrogato lunedì per la sesta volta, nella grande aula universitaria del politecnico di Sion, davanti a oltre cento persone, tra inquirenti, avvocati e alcuni familiari, che con coraggio assistono regolarmente a queste strazianti audizioni. L'indagato si trova da agosto in carcere, accusato di aver picchiato la moglie, che è stata autorizzata a non partecipare. In vista delle cause civili, il dossier che impensierisce maggiormente gli avvocati e le famiglie riguarda tuttavia proprio il bilancio dell'amministrazione della prestigiosa località delle Alpi svizzere. "Una situazione solida, all'apparenza, - scrive Fanti - ma fragile in vista dello choc" che potrebbe derivare dal maxi risarcimento. Negli ultimi anni il debito netto del Comune si è infatti moltiplicato, passando dai 9,8 milioni di euro del 2022 ai 51 milioni di euro del 2025. Gli scenari finanziari tracciati dal legale svizzero prendono dunque in considerazione un indennizzo variabile tra i 323 milioni e oltre il miliardo di euro. Nell'ipotesi intermedia, circa 650 milioni di euro, di cui oltre 400 milioni potrebbero essere a carico del municipio, l'importo da pagare corrisponderebbe a circa 5 anni dell'intero gettito fiscale annuale e un debito per ciascun residente di 41mila euro. Le famiglie chiedono pertanto che si apra "un'inchiesta ufficiale" su questa situazione finanziaria. Per scongiurare altre brutte sorprese.
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