Tunisia: la sanità entra nell’era digitale, siglato un patto per accelerare la copertura universale

Ott 6, 2026 - 00:55
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Tunisia: la sanità entra nell’era digitale, siglato un patto per accelerare la copertura universale

Portare la sanità digitale fuori dalla fase sperimentale e trasformarla in uno degli strumenti per ridurre le disparità nell’accesso alle cure. È questo l’obiettivo del “Patto nazionale per la sanità”, firmato ieri a Tunisi al termine della conferenza internazionale TeleHealth Connect 2026, che punta a fare della trasformazione digitale una componente strutturale del sistema sanitario tunisino. Il documento è stato sottoscritto dal ministro della Salute, Mustapha Ferjani, e dal ministro delle Tecnologie della comunicazione, Sofiane Hemissi, alla presenza di rappresentanti diplomatici, organizzazioni internazionali e istituzioni partner del settore sanitario. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dalla Tunisia per rafforzare la copertura sanitaria universale e dare attuazione al diritto alla salute sancito dall’articolo 43 della Costituzione del 2022. Il tema è soprattutto quello dell’accesso alle competenze mediche in un Paese dove le differenze territoriali continuano a pesare sulla disponibilità e sulla qualità delle cure. La telemedicina viene quindi indicata come uno degli strumenti attraverso cui collegare le strutture delle regioni interne con specialisti e servizi concentrati maggiormente nelle aree costiere e nei principali centri urbani. “La copertura sanitaria universale significa che ogni cittadino, in particolare nelle regioni interne, possa accedere ai servizi sanitari e alle competenze mediche grazie anche alla telemedicina”, ha dichiarato il ministro Ferjani. Il nuovo patto individua sei assi di intervento: accesso digitale equo ai servizi sanitari, continuità e coordinamento dei percorsi di cura, governance e sicurezza dei dati sanitari, modernizzazione delle infrastrutture e delle piattaforme digitali, sviluppo delle competenze e dell’innovazione e, infine, sicurezza della catena di approvvigionamento dei medicinali. È un’agenda che amplia il concetto stesso di sanità digitale, aprendo alla costruzione di un sistema nel quale identificazione del paziente, cartella clinica, consulti a distanza, dati sanitari e approvvigionamento dei farmaci possano dialogare tra loro. Un primo esempio della capacità del Paese di utilizzare infrastrutture digitali su scala nazionale è rappresentato dalla piattaforma di vaccinazione Evax, nata durante la pandemia Covid-19. Secondo Ferjani, il sistema “ha consentito di collegare circa 2.000 centri e di garantire il monitoraggio di 13 milioni di dosi. L’esperienza maturata durante la pandemia costituisce ora una delle basi sulle quali le autorità intendono costruire una digitalizzazione più ampia del sistema sanitario”. Il passaggio successivo riguarda infatti la generalizzazione dell’identificativo sanitario nazionale, del dossier medico condiviso e della telemedicina, strumenti già sperimentati attraverso progetti pilota. L’obiettivo è creare una continuità informativa intorno al paziente, rendendo disponibili le informazioni necessarie ai diversi livelli del sistema e facilitando il coordinamento tra strutture e professionisti. La digitalizzazione apre tuttavia anche una seconda questione: quella della protezione dei dati. Per questo la governance sicura delle informazioni sanitarie costituisce uno dei sei pilastri del patto. L’espansione delle piattaforme digitali richiede infatti infrastrutture adeguate, standard comuni e sistemi in grado di garantire sicurezza e riservatezza dei dati personali. Il progetto assume inoltre una dimensione internazionale. Il patto, sostenuto tra gli altri dalla Banca mondiale e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è concepito come una piattaforma per rafforzare la cooperazione con partner e istituzioni estere. La Tunisia intende presentare i propri impegni nell’ambito dell’iniziativa al vertice sulla copertura sanitaria universale previsto a dicembre a Tokyo, in collaborazione con l’Oms, il Giappone e l’Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale (Jica). Il passaggio dalla sperimentazione alla generalizzazione sarà però decisivo. Per trasformare la telemedicina e le piattaforme digitali in strumenti effettivi di accesso alle cure sarà necessario intervenire contemporaneamente sulle infrastrutture, sulle competenze del personale sanitario e sulla capacità delle strutture di utilizzare e condividere i dati.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.