Caro carburanti e autotrasporto CNA Imperia chiede interventi immediati per tutelare le imprese del Ponente
CNA Imperia sostiene le sei richieste avanzate da CNA Fita nazionale al Governo per un Patto sociale sui carburanti e richiama l’attenzione sulle conseguenze che una crisi dell’autotrasporto avrebbe per l’economia del Ponente ligure. L’allarme riguarda la tenuta finanziaria delle imprese: senza interventi tempestivi, il rincaro del gasolio e dei costi operativi rischia di compromettere la capacità di sostenere le spese necessarie a proseguire l’attività. «Il carburante si paga per poter lavorare, mentre l’incasso del trasporto arriva successivamente. Quando questo equilibrio salta, anche un’impresa che ha commesse può trovarsi senza le risorse per ripartire – dichiara Luciano Vazzano, segretario territoriale di CNA Imperia –. Il rischio indicato da CNA Fita è concreto: mezzi fermi nei piazzali per mancanza di liquidità. Bisogna intervenire prima che la difficoltà finanziaria si trasformi in un’interruzione dei servizi». Per CNA Imperia, il tema riguarda direttamente un territorio di confine, nel quale il trasporto su strada collega la costa e l’entroterra e sostiene gli scambi con la vicina Francia. Dalle forniture per alberghi, ristoranti e negozi alla movimentazione dei prodotti florovivaistici e agroalimentari, fino ai materiali destinati alle imprese artigiane e ai cantieri, la continuità delle consegne è una condizione essenziale per il funzionamento dell’economia locale. «Da Ventimiglia a Sanremo e Imperia, fino ai comuni delle nostre vallate, dietro ogni consegna c’è un’attività che deve poter contare su tempi e costi sostenibili – prosegue Vazzano –. Scaricare tutti gli aumenti sull’ultimo anello della filiera significa indebolire le piccole imprese di trasporto e mettere a rischio il servizio reso alle altre aziende. La tutela dell’autotrasporto riguarda anche la competitività delle produzioni locali, l’ospitalità e l’approvvigionamento dell’entroterra». CNA Fita riconosce lo sforzo compiuto dal Governo attraverso i crediti d’imposta e il taglio delle accise, ma ritiene queste misure insufficienti rispetto all’aggravarsi della crisi energetica e dei costi operativi. CNA Imperia rilancia quindi integralmente i sei punti del Patto sociale sui carburanti. Le sei richieste al Governo 1. Adeguamento dei corrispettivi al costo del carburante. Applicazione vincolante del fuel surcharge, il meccanismo di adeguamento del prezzo del trasporto alle variazioni del carburante, con un sistema pubblico e trasparente di calcolo e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti. 2. Liquidità immediata per tutte le imprese. Risorse straordinarie e tempestive, senza distinzioni legate alla massa dei veicoli: una richiesta rilevante anche per chi effettua distribuzione locale e consegne con mezzi più leggeri. 3. Crediti d’imposta più semplici e rapidi. Semplificazione delle procedure e accelerazione dei tempi, perché il sostegno sia effettivamente utilizzabile quando l’impresa deve sostenere le spese. 4. Valori di riferimento aggiornati. Aggiornamento dei valori indicativi di riferimento del trasporto, con evidenza dell’incidenza del carburante e inclusione dei costi dei noli marittimi. 5. Sicurezza contro i furti di gasolio. Un piano nazionale per le aree di sosta e i parcheggi autostradali, a tutela degli autotrasportatori e delle risorse necessarie alla loro attività. 6. Un’iniziativa del Governo in Europa. Richiesta di deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzazione dell’IVA sulle accise e riduzione della soglia minima del gasolio commerciale. «La priorità è rendere gli aiuti tempestivi e impedire che il maggior costo del gasolio resti interamente a carico del trasportatore – sottolinea Vazzano –. Un sostegno che arriva troppo tardi non risolve il problema del rifornimento di oggi. E un adeguamento del corrispettivo che viene poi annullato da richieste di restituzione non protegge l’impresa. Servono regole trasparenti, controlli efficaci e strumenti accessibili anche alle realtà più piccole». CNA Imperia sollecita l’attenzione delle istituzioni territoriali e dei rappresentanti liguri in Parlamento affinché le esigenze delle imprese del Ponente trovino spazio nel confronto nazionale. L’obiettivo è garantire continuità al trasporto delle merci, evitare che la crisi di liquidità si propaghi alle altre filiere e contrastare ogni forma di speculazione. «Il fermo resta l’estrema ratio – conclude Vazzano –. La nostra richiesta è mettere le imprese nelle condizioni di continuare a lavorare. Non possiamo aspettare che i camion si fermino per mancanza di risorse: sostenere chi trasporta significa tutelare il lavoro e i servizi di cui vive anche la provincia di Imperia».
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