Ceuta, anatomia di una frontiera

Ago 4, 2026 - 00:49
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Ceuta, anatomia di una frontiera

Giovedì migliaia di persone hanno iniziato ad attraversare il confine di Ceuta. Nel giro di poche ore, oltre 50mila migranti hanno raggiunto l’exclave spagnola sulla costa nordafricana, scavalcando le barriere di confine o arrivando a nuoto. Almeno 84 persone hanno perso la vita durante la traversata. Per quelli che ce l’hanno fatta, che sono riusciti a toccare il suolo spagnolo, sono bastate poche ore per capire che era stato tutto inutile. Non c’era possibilità di essere accolti, non c’era assistenza. Così, la maggior parte dei migranti sono tornati indietro il giorno stesso, stremati. Ma che cos’è Ceuta? Perché è spagnola? E perchè è così importante per le rotte migratorie? Ceuta è una città autonoma spagnola con una superficie di poco più di 18 km quadrati, con circa 80 mila abitanti, situata sulla sponda africana dello stretto di Gibilterra, ad appena 14 km dalla Spagna continentale. È spagnola dal 1668, quando il Potogallo la cedette alla Spagna. Dopo essere stata al centro di una guerra ispano-marocchina, divenne Protettorato Spagnolo sul Marocco nella prima metà del Novecento. Perciò, pur trovandosi in territorio africano, appartiene alla Spagna e quindi all’Unione europea. Insieme a Melilla rappresenta una delle due exclave spagnole in Marocco. In Spagna si parla di Ceuta solo in relazione ai flussi migratori, a fronte di un turismo irrilevante e di un’economia quasi inesistente. È un luogo di povertà, dove dominano disoccupazione, criminalità, abbandono scolastico. Ci vivono soprattutto figli di immigrati e chi è arrivato di recente, nella speranza di raggiungere il continente europeo. Il territorio è separato dal Marocco dalla cosiddetta valla, una doppia barriera alta fino a sei metri, sorvegliata dalla Guardia Civil, dall’esercito spagnolo e dalla polizia. Le recinzioni si estendono fino al mare attraverso lunghi moli protetti per impedire gli attraversamenti via acqua, almeno in teoria. Chi riesce a entrare a Ceuta viene ospitato nel CETI, il Centro di permanenza temporanea per immigrati, dove attende l'esame dell'eventuale richiesta d'asilo. In condizioni normali, i trasferimenti verso la Spagna continentale avvengono gradualmente, ma un afflusso eccezionale come quello del 30 luglio ha rapidamente saturato la capacità di accoglienza.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv