Messi dice addio all'Argentina: il gol al Monumental, i motivi e le lacrime

Ott 12, 2026 - 07:34
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Messi dice addio all'Argentina: il gol al Monumental, i motivi e le lacrime

"E' stato un enorme motivo d'orgoglio difendere questa maglia per più di vent'anni", dice il fuoriclasse 39enne, tornato in campo dopo la partita per ringraziare tifosi e compagni. "Anche nei momenti peggiori che abbiamo attraversato e che ho vissuto, non ho mai smesso di lottare, non ho mai smesso di esserci. Non venire più sara' profondamente doloroso. Giuro che vorrei giocare per tutta la vita, perchè giocare per la nazionale argentina è la cosa più bella che possa capitarti". Il ritorno al Monumental, dove l'Argentina aveva disputato la prima partita dopo il trionfo ai Mondiali del 2022, ha un sapore agrodolce. "Ora sono qui nel giorno più triste della mia carriera, quello in cui devo dire addio alla nazionale, addio a tutti voi. Ma adesso sarò da quella parte, con i tifosi, a sostenere tutti i ragazzi, tutti quelli che arriveranno. Sempre uniti", aggiunge Messi. I motivi dell'addio: le fatiche del Mondiale, la finale con la Spagna e il lutto per il padre Nonostante il dolore, il capitano ritiene che sia il momento giusto per chiudere, dopo le fatiche fisiche ed emotive dell'ultimo Mondiale, concluso con la sconfitta in finale contro la Spagna. Ad agosto è arrivato anche il lutto per la morte del padre e agente Jorge. "Anche se vorrei restare qui per tutta la vita, sento che questo è il momento. L'ultimo Mondiale è stato troppo, per tutto quello che ho dovuto vivere", spiega. "Avevamo il sogno di realizzare il mio desiderio e quello di tutto il Paese: diventare di nuovo campioni del mondo". Messi ricorda in particolare il peso della semifinale vinta per 2-1 contro l'Inghilterra: "La partita ci ha provato moltissimo fisicamente ed è stata emotivamente molto intensa. Siamo arrivati con le energie appena sufficienti, abbiamo lottato come abbiamo sempre fatto con questa maglia. Ci siamo andati molto vicini". Le lacrime di Scaloni: "Mai visto nessuno come lui, gli devo eterna gratitudine" Commosso anche il commissario tecnico Lionel Scaloni, in lacrime durante l'inno nazionale. "è unico. Non ho mai visto in nessun altro giocatore un insieme di qualita' simile in tutta la mia vita", dichiara l'allenatore che ha guidato l'Argentina al titolo mondiale del 2022 e che ha condiviso con Messi un anno da compagno in nazionale. "Gli devo eterna gratitudine per tutto quello che ci ha dato. Gliel'ho detto davanti a tutti, con le poche energie che mi restavano: mai nella mia vita avrei immaginato di allenare il miglior calciatore della storia". Messi lascia "un'eredita' incredibile", aggiunge Scaloni, chiamato ora a costruire il futuro senza di lui: "L'unico modo per compensare la sua partenza è avere una grande squadra, in cui ognuno contribuisca a costruirla".

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.