Resident Evil compie 30 anni: dieci curiosità che hanno cambiato il survival horror

Ago 4, 2026 - 00:47
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Resident Evil compie 30 anni: dieci curiosità che hanno cambiato il survival horror

Il 1° agosto del 1996 Resident Evil arrivò in Europa per PlayStation e, in pochi anni, trasformò idee e convenzioni del videogioco d'autore: corridoi angusti, telecamere fisse e tensione prolungata divennero matrici riconoscibili del survival horror. Dietro la fama però si nascondono storie meno note e curiosità che hanno contribuito a costruire l'aura del gioco. Il progetto, ideato da Shinji Mikami, ha radici in un precedente lavoro che molti non assocerebbero immediatamente a Capcom: il remake di un titolo per Famicom del 1989. Questo legame con Sweet Home ha fornito una base narrativa e strutturale, ma il risultato finale ha saputo assumere una fisionomia del tutto nuova. In patria il gioco è noto come Biohazard. La scelta del nome internazionale, invece, si deve a ragioni di marketing e di protezione del brand: una band statunitense impose a Capcom la necessità di adottare un titolo alternativo per l'uscita occidentale, una decisione che contribuì a forgiare l'identità globale del franchise. La struttura visiva e l'atmosfera non nascono nel vuoto: la telecamera fissa richiama l'esperienza di titoli come Alone in the Dark, mentre la villa Spencer presenta richiami evocativi a location cinematografiche, con chiari riferimenti all'Overlook Hotel di Shining. Queste scelte create un senso di claustrofobia e claustrofilia che è diventato marchio di fabbrica. La copertina del gioco, da molti considerata riconducibile a Chris Redfield, in realtà non rappresenta il personaggio così come comunemente si crede. È uno di quegli equivoci iconografici che si fissano nell'immaginario collettivo e che contribuiscono al mito. Che siate veterani degli S.T.A.R.S. o curiosi alle prime armi, riscoprire questi retroscena significa leggere il gioco con occhi differenti: non più soltanto come un insieme di stanze da esplorare, ma come un oggetto culturale che ha saputo parlare di paura e tecnologia al grande pubblico. In fondo, la storia di Resident Evil è anche la dimostrazione che a volte un incidente produttivo o una scelta di marketing possono diventare gli architravi di un mito duraturo.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv