DISINFORMAZIONE E DEMOCRAZIA: LE DONNE NELLA VITA PUBBLICA SEMPRE PIÙ ESPOSTE A INTIMIDAZIONI ONLINE
La disinformazione di genere rappresenta una minaccia per la partecipazione democratica e contribuisce ad allontanare le donne dalla vita pubblica. È l'allarme lanciato da Carlien Scheele, direttrice dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, EIGE, durante un'audizione pubblica organizzata il 3 novembre dalla commissione speciale del Parlamento europeo sullo Scudo europeo per la democrazia. Secondo Scheele, campagne di disinformazione, molestie e attacchi online colpiscono in particolare donne impegnate in politica, nel giornalismo e nell'attivismo, con l'obiettivo di screditarle e scoraggiarne la partecipazione. Tra le strategie utilizzate figurano contenuti falsi, immagini sessualizzate, deepfake e messaggi discriminatori. I dati dell'EIGE mostrano inoltre un arretramento della rappresentanza femminile nel Parlamento europeo: dopo le elezioni del 2024, le donne occupano il 38,8 per cento dei seggi, contro il 40,7 per cento registrato nel 2019. Nei parlamenti nazionali dell'Unione, invece, soltanto un membro su tre è donna. L'Agenzia chiede di rafforzare il monitoraggio delle campagne discriminatorie, applicare con maggiore efficacia il Digital Services Act e le norme contro la violenza sulle donne, responsabilizzare le piattaforme digitali e garantire protezione concreta alle donne impegnate nella vita pubblica. Fondamentali anche l'alfabetizzazione mediatica e digitale e il coinvolgimento dei giovani per contrastare la radicalizzazione e la diffusione di culture misogine online.
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