Domanda intercettori triplicata, Lockheed Martin accelera sui Pac-3 e investe anche negli anti-droni
La domanda globale di intercettori Pac-3 è triplicata e Lockheed Martin sta accelerando gli investimenti per aumentare la capacità produttiva, in un contesto di crescente richiesta di sistemi di difesa aerea e missilistica da parte degli Stati Uniti e degli alleati. Lo ha detto Dan Tenney, vicepresidente senior per lo sviluppo globale e la strategia di Lockheed Martin, durante un incontro con i giornalisti internazionali presso il quartier generale dell’azienda in Virginia. “Abbiamo visto una domanda record per il Pac-3 in tutto il mondo”, ha affermato Tenney, spiegando che Lockheed Martin punta a portare la produzione a 2 mila intercettori all’anno, con l’obiettivo di superare ulteriormente tale livello. L’azienda ha inoltre annunciato il Pac-3 Ace, una nuova capacità della famiglia Pac-3 che sarà prodotta parallelamente al Pac-3 Mse. Complessivamente, Lockheed Martin prevede di investire fino a 9 miliardi di dollari entro il 2030 per aumentare, ampliare o realizzare nuovi impianti destinati alla produzione di munizioni per gli Stati Uniti e i Paesi alleati. L’aumento della produzione riguarda anche altri sistemi, tra cui l’intercettore Thaad. Parallelamente all’espansione industriale, l’azienda investe nello sviluppo di sistemi per contrastare la crescente diffusione dei droni. Tra questi figura Sanctum, un sistema di gestione del campo di battaglia basato sull’intelligenza artificiale (Ia), progettato per integrare diversi sensori e sistemi d’arma contro le minacce rappresentate dai droni. Il sistema è in grado di apprendere il comportamento di una nuova minaccia e trasmettere le informazioni agli altri nodi della rete, selezionando quindi il sistema più adatto per neutralizzarla. Sanctum integra, tra le altre capacità, laser, microonde ad alta potenza, guerra elettronica e sistemi cinetici, con l’obiettivo di evitare l’impiego di intercettori molto costosi contro droni dal costo nettamente inferiore. “Sanctum ha la capacità di mettere in campo l’effettore giusto contro quel particolare drone”, ha spiegato Tenney. All’interno di questo sistema rientra anche Morpheus, una capacità anti-drone basata su microonde ad alta potenza. Il sistema può individuare e colpire autonomamente i droni e, secondo Tenney, è in grado di abbatterne oltre 50 prima di dover tornare per essere ricaricato o rifornito. Utilizza impulsi elettromagnetici che danneggiano i componenti elettronici dei droni, in quello che il dirigente ha definito una sorta di “micro impulso elettromagnetico”. Morpheus è in fase di sviluppo e sarà disponibile quest’anno. Un altro asse dello sviluppo riguarda i sistemi autonomi. Lockheed Martin ha sviluppato U-Hawk, una versione autonoma dell’elicottero Black Hawk destinata in particolare alle operazioni di logistica in ambienti contesi. Il velivolo è stato realizzato rimuovendo il cockpit e integrando la piattaforma di autonomia Matrix, che gli consente di operare senza pilota e di trasportare fino a 4.500 chilogrammi di carico. La tecnologia Matrix ha già accumulato oltre mille ore di volo, con più di 100 operatori addestrati e 20 diversi velivoli impiegati. L’architettura consente ai sistemi di operare autonomamente leggendo l’ambiente circostante e modificando la propria traiettoria sulla base dei dati ricevuti da altri sistemi e dallo spazio. Tra i programmi più avanzati figura Vectis, un sistema aereo senza equipaggio di gruppo 5 sviluppato dalla divisione Skunk Works e progettato per operare insieme ai caccia di quinta generazione, in particolare l’F-35. Il sistema incorpora tecnologie sviluppate per l’F-35, dispone di una stiva interna ed è progettato per missioni a lunga distanza. Lockheed Martin ha inoltre dimostrato la capacità di controllare più Vectis direttamente dalla cabina dell’F-35. Il primo prototipo è stato presentato nelle scorse settimane e il primo volo è previsto nel 2027. “Il futuro sarà una flotta ibrida di capacità con e senza equipaggio che voleranno insieme e lavoreranno in modo perfettamente integrato”, ha aggiunto Tenney, delineando una visione del combattimento aereo in cui i caccia pilotati operano insieme a sistemi autonomi. Sul ruolo dell’Ia, il dirigente ha sottolineato che l’azienda utilizza queste tecnologie da decenni e che sistemi come Aegis e Sanctum ne incorporano già componenti. Lockheed Martin collabora con le principali società del settore per integrare sistemi di intelligenza artificiale nelle proprie piattaforme, sottoponendoli tuttavia a rigorosi standard di sicurezza. “Quando si tratta di difesa, applicheremo sempre garanzie che consentano all’essere umano di prendere le decisioni finali”, ha precisato, ribadendo il mantenimento di un “human in the loop” anche nell’impiego di sistemi autonomi. La strategia dell’azienda prevede una maggiore localizzazione della produzione nei Paesi alleati. Lockheed Martin opera in oltre 50 Paesi, con circa 300 strutture e più di 8 mila dipendenti al di fuori degli Stati Uniti. In Europa sta ampliando le partnership industriali e le attività di produzione locale, anche attraverso collaborazioni con aziende come Rheinmetall e con realtà presenti in Polonia, Germania, Italia e Regno Unito. L’obiettivo è rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento e consentire agli alleati di sviluppare capacità industriali proprie, mantenendo l’interoperabilità con i sistemi statunitensi. L’azienda ha inoltre destinato almeno 100 milioni di dollari del proprio fondo di venture capital a investimenti in società tecnologiche nel Regno Unito e in Europa. “Stiamo apportando un cambiamento piuttosto significativo nel modo in cui operiamo, con una localizzazione molto maggiore in Europa”, ha dichiarato Tenney. Lo stesso modello è applicato in Australia, dove l’azienda sta sviluppando capacità produttive nell’ambito dell’alleanza Aukus, con l’obiettivo di esportarle anche verso altri Paesi alleati. Sul fronte della produzione fuori dagli Stati Uniti la partita resta però aperta. “Siamo in discussione con diversi alleati nel mondo sulle capacità di produrre al di fuori degli Stati Uniti”, ha affermato il dirigente, precisando che i negoziati sono ancora in corso e che non sono stati definiti i Paesi e i fornitori coinvolti.
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