Le imprese italiane pagano 21 miliardi l’anno di imposte ambientali

Mar 31, 2025 - 01:46
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Le imprese italiane pagano 21 miliardi l’anno di imposte ambientali

Nell’ultimo Consiglio dei ministri, il governo ha differito al primo gennaio 2026 – ma non ha eliminato  l’obbligo per le piccole e micro imprese di dotarsi di una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali derivanti da eventi ambientali estremi. L’Ufficio studi della Cgia di Mestre segnala, però, come ogni anno le società private paghino già allo Stato e alle sue articolazioni periferiche ben 21 miliardi di euro di imposte ambientali, che dovrebbero servire proprio a mitigare i rischi di calamità naturali.

“Ancorché la destinazione d’uso delle imposte ambientali non sia vincolata, – spiega la Cgia – una parte di questi soldi potrebbe essere utilizzata per la pulizia dell’alveo dei fiumi, per la manutenzione degli argini e delle rive, per la realizzazione dei bacini di laminazione e/o le casse di espansione. Interventi che dovrebbero prevenire/mitigare molti eventi calamitosi che non siamo in grado di evitare. In realtà sappiamo che queste opere non si fanno più da almeno qualche decennio, oppure vengono realizzate solo dopo che il disastro si è verificato. In buona sostanza – al netto della confusione e delle incertezze introdotte dal regolamento attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale verso la fine di febbraio – tra qualche mese le imprese si troveranno a pagare due volte la protezione ambientale: una con le imposte allo Stato centrale e agli enti locali; un’altra sottoscrivendo una polizza con le compagnie assicurative private”. 

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.