L'IA spaventa il mercato del lavoro: un posto su quattro è a rischio
L'intelligenza artificiale mette a rischio 3,8 milioni di posti di lavoro in Italia entro il 2033, e solo negli ultimi 3 anni sono già 425mila i lavoratori licenziati nel mondo per cause direttamente riconducibili all'IA. Lo afferma il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che riassume i principali dati sul fenomeno. A livello globale dal 2023 a oggi sono più di 425mila i posti di lavoro persi a causa dell'intelligenza artificiale, di cui 142mila solo in Europa. Il 25% dell'occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all'IA, con percentuali più elevate nei paesi ad alto reddito (34%): in sostanza 1 lavoratore su 4 rischia nei prossimi anni di perdere il proprio posto perché sostituito dall'intelligenza artificiale - spiega il Crc - un rischio che interessa soprattutto quelle professioni che includono attività ripetitive e componenti digitali e testuali facilmente automatizzabili: assistenza amministrativa, customer care e call center, impiegati di banche e poste, cassieri, traduttori, solo per fare alcuni esempi. Nel nostro Paese, secondo recenti stime del Politecnico di Milano, entro il 2033 il 18% dei posti di lavoro equivalenti potrebbe essere automatizzato grazie all'intelligenza artificiale, coinvolgendo circa 3,8 milioni di lavoratori.
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