Torino: la nuova biblioteca Civica Centrale sarà inaugurata l’11 dicembre, nasce il nuovo polo culturale Vale

Sep 20, 2026 - 00:33
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Torino: la nuova biblioteca Civica Centrale sarà inaugurata l’11 dicembre, nasce il nuovo polo culturale Vale

Sarà inaugurata il prossimo 11 dicembre la nuova biblioteca Civica Centrale al parco del Valentino. Il tassello principale per il nuovo polo culturale che si chiamerà Vale e comprenderà il Teatro Nuovo, il Borgo, il nuovo Campus del Politecnico (che troverà spazio sempre nei padiglioni dell’ex Torino Esposizioni), l’Orto Botanico e gli spazi su corso Massimo d’Azeglio dell’Università. Sul sito www.valetorino.it saranno on line già da oggi i primi appuntamenti, in programma a partire da novembre, che si svolgeranno in altri luoghi simbolo della cultura in città, in un calendario di avvicinamento che, all’inizio del prossimo anno, vedrà il via alla programmazione vera e propria del VALE, pensato come un nuovo polo culturale inclusivo e aperto a tutte e tutti. “Quello che sta prendendo forma al Valentino – ha sottolineato il sindaco Stefano Lo Russo – è uno dei più grandi progetti urbani della storia recente di Torino. Un progetto che tiene insieme cultura, università, ricerca, formazione, natura e spazio pubblico e che dà una nuova dimensione a uno dei luoghi più identitari e amati della città. La nuova Biblioteca Centrale, il Borgo, il Teatro Nuovo, il nuovo Campus del Politecnico, l’Università, l’Orto Botanico, il Parco e il sistema del Po compongono un grande polo culturale integrato che già oggi colloca il Valentino tra le esperienze più rilevanti a livello europeo. Proprio la forza e la ricchezza di questo sistema ci hanno portato, insieme a tutti i partner, a scegliere un’identità e una narrazione unitarie. VALE racconta questa visione: luoghi diversi, funzioni diverse e comunità diverse che diventano parte di un unico grande progetto urbano, aperto, accessibile e vivo durante tutto l’anno. La partnership è uno degli elementi qualificanti di questa trasformazione. Comune di Torino, università, fondazioni bancarie, istituzioni culturali e partner privati mettono insieme risorse, competenze, capacità progettuale e investimenti, costruendo un modello di collaborazione capace di dare forza e continuità a una trasformazione di questa scala. Il Valentino rafforza così la propria vocazione come grande luogo della conoscenza, della creatività e dell’incontro, capace di collegare il patrimonio storico e ambientale della città con le sue funzioni più contemporanee e innovative. VALE è anche una dichiarazione su Torino: una città che sceglie la cultura, la conoscenza e la qualità dello spazio pubblico come leve strategiche del proprio sviluppo e mette in rete i suoi luoghi, le sue istituzioni e le sue energie per rafforzare la propria capacità di attrarre persone, idee e investimenti”. In prima fila nel contribuire allo sviluppo del nuovo polo ci sono le fondazioni bancarie: la Fondazione CRT è intervenuta con un investimento di 7 milioni per finalizzare alcuni interventi collegati alla trasformazione del parco del Valentino e alla realizzazione della nuova sede della Biblioteca Centrale mentre la Fondazione Compagnia di San Paolo sarà impegnata in un progetto di valorizzazione e gestione del Borgo rinnovato, grazie ad un accordo di partenariato speciale pubblico privato, in cui la società XKE SI figurerà come partner speciale, che prevede un investimento di 24 milioni di euro, cui si aggiungeranno filantropicamente circa 2 milioni/anno per la gestione. “VALE rappresenta per la Fondazione CRT un investimento sulla conoscenza, sull’accessibilità e sul futuro della città – ha dichiarato Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT –. Abbiamo scelto di sostenere la nascita della Nuova Biblioteca Centrale, mettendo a disposizione risorse, competenze e capacità organizzative. Una biblioteca pubblica, aperta e accessibile è una delle infrastrutture più democratiche che una città possa offrire: un luogo in cui cultura, studio e incontro diventano realmente patrimonio di tutti e che, allo stesso tempo, contribuisce a far rivivere una parte della città. I 7 milioni di euro destinati a questo progetto si aggiungono ai 32 milioni di euro già destinati alla città per interventi di rigenerazione urbana, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere gli spazi più accessibili, inclusivi e aperti alla partecipazione”. Mentre Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo ha spiegato: “Il Borgo è parte di una visione più ampia per il futuro di Torino: non un semplice intervento di restauro, ma la rifunzionalizzazione di un luogo identitario, restituito alla comunità attraverso nuove attività e opportunità. L’investimento complessivo di 24 milioni di euro, cui si aggiungerà un impegno filantropico di oltre 2 milioni di euro all’anno per la gestione, testimonia la portata e l’orizzonte di lungo periodo del progetto. Attraverso il nuovo ente strumentale metteremo a valore l’esperienza maturata con Xké? Il laboratorio della curiosità e Spazio ZeroSei, dando vita a uno spazio ibrido rivolto a bambini, scuole, famiglie, turisti e giovani creativi. Il Borgo sarà al tempo stesso un’infrastruttura educativa e culturale, un luogo di incontro tra generazioni e un punto di connessione tra la città, il Parco del Valentino e il Po. L’ambizione è aprirne una prima parte nella primavera del 2027, restituendo a Torino un patrimonio vivo, accessibile e capace di generare conoscenza, partecipazione e attrattività”. Il “nuovo” Valentino sarà un luogo di cultura, formazione e ricerca avanzata, sicuramente un punto di riferimento per i tanti studenti degli atenei torinesi che sono tra i principali partner del progetto. Per il Politecnico è un progetto strategico per l’ampliamento del Campus di architettura, design e pianificazione urbana e si concretizza un moderno polo che nascerà dalla riqualificazione dei padiglioni storici 1, 3A e 3B dell’ex Torino Esposizioni, estendendo gli spazi già oggi disponibili al Castello del Valentino e all’Istituto “Galileo Ferraris”. Il progetto porterà nel cuore del Parco del Valentino aule, luoghi di studio e di vita universitaria aperti alla città, con un investimento in corso da parte dell’Ateneo di circa 50 milioni di euro. Un approccio progettuale orientato alla sostenibilità: più verde, corti riqualificate, superfici de-impermeabilizzate, i più alti standard energetici e ambientali. Il disegno complessivo unirà in un unico grande asse verde le due sedi dell’Ateneo, quella storica e la nuova, valorizzando sia gli spazi barocchi e ottocenteschi del Castello del Valentino (iscritto alla World Heritage List Unesco dal 1997, nel quadro delle Residenze Sabaude), sia lo straordinario monumento architettonico del complesso dell’ex Torino Esposizioni: un unico vasto “living lab” di sperimentazione negli ambiti del progetto dell’ambiente costruito. Tale visione restituisce al Valentino il suo naturale ruolo di luogo di cultura, formazione e incontro per tutta la città, in piena sintonia con gli altri soggetti del Polo. “Il progetto del Campus dell’Architettura, del Design e della Pianificazione Urbana all’interno del Valentino è un tassello importante del programma di mandato PoliTo2030, un investimento che porterà gli spazi dell’Ateneo a oltre 300mila metri quadrati entro il 2030 – ha commentato il rettore Stefano Corgnati – In questo disegno, il Polo Culturale del Valentino rappresenta un contesto naturale e strategico, nel quale ricerca, alta formazione e rapporto con la città possono incontrarsi. Con questo progetto non solo si rafforza il legame del Politecnico con il territorio, con le sue istituzioni e con il sistema produttivo, ma anche si attribuisce piena vitalità a uno dei luoghi simbolo della trasformazione urbana di Torino. In questi spazi, aperti alla città, a ridosso del fiume e all’interno di uno dei suoi parchi più importanti, studenti e ricercatori potranno lavorare e formarsi in un ambiente di grande qualità e di respiro internazionale. Il Valentino sarà così anche un laboratorio di sperimentazione, capace di alimentare il dibattito e l’innovazione sui temi dell’architettura, del design e della pianificazione urbana”. L’Università degli Studi di Torino (UniTo) conta più di 120 sedi nel territorio regionale, metropolitano e torinese ma l’area del Valentino costituisce, da oltre 300 anni, un luogo chiave del suo sviluppo. Qui dal 1729 ha sede l’Orto Botanico che, localizzato in un’area di circa 3 ettari, rappresenta un patrimonio universitario e cittadino di straordinario valore, con migliaia di entità botaniche da tutto il mondo, visitate lo scorso anno da quasi 50mila persone. Proprio di fronte al Valentino, inoltre, su corso Massimo D’Azeglio, nell’800 nacquero quattro palazzi universitari a forte vocazione scientifica che, negli anni, hanno ospitato scoperte di rilievo mondiale e grandi scienziati, tra i quali 3 vincitori di premi Nobel. Oggi qui trovano casa anche collezioni scientifiche e musei di grande rilievo, come il Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso; il Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando”, il Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti”, il Museo di Fisica e le biblioteche storiche. Proprio sul complesso di questi spazi UniTo interverrà con un progetto di rinnovamento delle palazzine storiche destinato sia ad adeguarle al continuo mutamento delle esigenze scientifiche che a rafforzare la dimensione museale. Con il trasferimento del dipartimento di Chimica nel nuovo Campus delle Scienze e dell’Ambiente di Grugliasco, poi, si aprirà la possibilità di realizzare nuovi spazi dedicati allo studio, alla socializzazione di studenti, docenti e del personale tecnico amministrativo. “VALE dà forma a un’idea precisa di Torino, una città in cui cultura, università e spazio pubblico diventano parte di un unico progetto di sviluppo – ha dichiarato la rettrice Cristina Prandi -. L’area del Valentino ne è già una dimostrazione concreta. Intorno alla nuova Biblioteca si estende una presenza diffusa dell’Università di Torino che comprende l’Orto Botanico, i musei e le collezioni scientifiche, i Dipartimenti di Fisica, Chimica, Scienze della Terra, Farmacia, Medicina e Neuroscienze, fino al polo di via Marenco. Un asse che prosegue lungo via Nizza con le Biotecnologie e si collega agli ospedali, unendo ricerca, formazione, cura e cultura. Il rinnovamento delle sedi storiche e la creazione di nuovi spazi per lo studio e la socialità rafforzeranno ulteriormente questo sistema. Torino sta diventando sempre più una città universitaria e questa identità rappresenta ormai una leva concreta per la sua crescita, per la sua attrattività e per la qualità della vita di chi la abita”, ha concluso.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.