Rondini, il viaggio segreto tra Europa e Africa e ritorno al vecchio nido

Ott 22, 2026 - 00:12
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Rondini, il viaggio segreto tra Europa e Africa e ritorno al vecchio nido

Ogni anno lasciano l’Europa e volano verso l’Africa subsahariana. Cercano zone ricche di insetti e con clima più favorevole alla sopravvivenza invernale. In autunno partono tra settembre e ottobre. Attraversano il Mediterraneo e superano il Sahara, seguendo rotte consolidate da millenni. In primavera tornano tra marzo e aprile. Molte passano dall’Africa atlantica e dalla penisola iberica prima di rientrare in Italia. Il viaggio può superare i 10.000 chilometri complessivi. In alcune giornate le rondini coprono fino a 300 chilometri. Per un piccolo uccello è una sfida estrema, possibile solo grazie a un sistema di orientamento molto preciso. La fedeltà al luogo di nascita è uno dei comportamenti più affascinanti. Le rondini tornano quasi sempre allo stesso nido. Usano una sorta di bussola magnetica interna. Nel corpo sono presenti microstrutture sensibili al campo magnetico terrestre. Questo permette di mantenere la direzione anche con cielo coperto. La vista gioca un ruolo decisivo. Le rondini memorizzano paesaggi, linee costiere, montagne, fiumi e perfino la disposizione degli edifici. Riconoscono i punti di riferimento e li usano come mappa naturale. Importante anche la posizione del sole e la percezione delle stagioni. Tutti questi elementi si sommano e guidano il ritorno verso il vecchio nido. Restare nello stesso luogo riduce i rischi e aumenta il successo della riproduzione. Le rondini migrano soprattutto per il cibo. In inverno in Europa gli insetti diminuiscono. In molte zone africane restano invece abbondanti. Seguire le stagioni consente di trovare condizioni ideali per nutrirsi e allevare i piccoli. Il viaggio richiede grandi riserve di grasso e un perfetto stato di salute. Le popolazioni di rondini sono in calo in molte aree. I pesticidi riducono gli insetti. L’agricoltura intensiva e la perdita di habitat rendono più difficile la nidificazione. Anche i cambiamenti climatici modificano le rotte e aumentano gli eventi estremi lungo il percorso. Proteggere i nidi e ridurre l’uso di sostanze dannose è essenziale per garantire un futuro a questo straordinario migratore.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.