Serbia: inchieste penali e finanziarie contro il campo del presidente Vučić dopo la sconfitta elettorale
Sono passati solo pochi giorni da quando il Partito Progressista Serbo, dopo 14 anni, ha perso il potere, e la Serbia è già stata scossa da due eventi drammatici. Da un lato è stato arrestato uno degli alti funzionari di polizia più influenti del Paese, Marko Kričak. Dall’altro, la banca centrale ha revocato la licenza operativa di una delle istituzioni finanziarie private di maggior successo dell’era Vučić, l’Alta Banka. Non ci sono prove che una delle due decisioni sia stata presa dalla nuova leadership politica, quindi sarebbe prematuro descriverle come conseguenze giuridiche dirette del risultato elettorale. Tuttavia, la tempistica non può essere ignorata. Il primo caso riguarda un uomo la cui ascesa è stata rapidissima nel precedente sistema, e il cui potere sembrava dipendere dalla sua vicinanza a quel sistema. Lo stesso si può dire dell’istituzione al centro dell’altro caso. In ogni caso, le vicende di Kričak e dell’Alta Banka indicano lo stesso processo: è iniziata la disgregazione di quel sistema politico in cui la lealtà e l’accesso al centro del potere potevano tradursi in un’incredibile influenza istituzionale ed economica.
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