Serrande abbassate e borghi spopolati: in Italia quasi 500 mila negozi sfitti

Ott 29, 2026 - 00:06
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Serrande abbassate e borghi spopolati: in Italia quasi 500 mila negozi sfitti

Quasi mezzo milione di locali commerciali vuoti, vetrine spente nei centri storici e interi borghi e piccoli comuni rimasti drammaticamente privi di servizi essenziali come alimentari, edicole e farmacie. È la fotografia scattata da Confcommercio, che lancia un nuovo allarme sull’inarrestabile fenomeno della desertificazione commerciale nei territori italiani. A pesare in modo determinante sulla sostenibilità economica delle attività di prossimità è l’elevata vulnerabilità del settore ai costi di locazione. Secondo le stime dell’associazione, nel 2026 ben il 63,4% dei negozi al dettaglio opera all’interno di immobili in affitto. “Il dato — osserva Confcommercio — evidenzia la limitata diffusione della proprietà immobiliare nel commercio al dettaglio e la conseguente esposizione della maggioranza degli esercizi ai costi di locazione e alle condizioni del mercato immobiliare”. La forte dipendenza dai contratti di affitto rende i piccoli commercianti e i gestori delle botteghe di quartiere particolarmente fragili di fronte a: Incroci inflazionistici e rincari dei canoni: Il continuo adeguamento dei prezzi degli immobili riduce drasticamente i margini di profitto. Competizione dell’e-commerce: Le vendite online continuano a erodere quote di mercato al commercio fisico tradizionale, incapace di sostenere costi fissi di gestione sempre più elevati. Rigidità contrattuale: Nelle fasi di calo dei consumi, la spesa per la locazione diventa insostenibile, spingendo molti imprenditori alla chiusura definitiva. Il fenomeno va ben oltre la sola dimensione economica. Negli ultimi anni la chiusura progressiva dei piccoli locali si è tradotta in una perdita di vitalità urbana per interi quartieri e nella scomparsa dei presidi di vicinato nei piccoli comuni e nelle aree interne. In molte realtà, l’assenza di una panetteria, di una farmacia o di un piccolo emporio accelera lo spopolamento dei borghi e compromette la qualità della vita degli anziani e dei residenti rimasti. In termini puramente quantitativi, i circa 450.000 locali sfitti sparsi sul territorio nazionale comportano una perdita stimata in vari miliardi di euro di mancato valore aggiunto per il sistema Paese. Di fronte a quello che il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli definisce un vero e proprio rischio per il tessuto sociale delle città, l’associazione sollecita un cambio di rotta: Incentivi fiscali alla riapertura: Introduzione di una cedolare secca sugli affitti commerciali per calmierare i prezzi di locazione e incentivare i proprietari ad affittare a canoni concordati. Risorse ai Comuni: Fondi dedicati agli enti locali per sostenere i progetti di rigenerazione urbana e il riuso immediato dei locali commerciali sfitti. Pianificazione urbanistica e tutela dei centri storici: Una regolamentazione dell’offerta commerciale che protegga il commercio diffuso rispetto alle grandi strutture e alle attività mono-prodotto o di scarso valore culturale. “Una città viva comincia sempre da una vetrina accesa”, ribadisce Confcommercio. Riattivare i locali vuoti non è soltanto una sfida economica, ma il presupposto fondamentale per restituire sicurezza, identità e vivibilità alle nostre comunità.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.