Wall Street Journal: in arrivo sgravi sui dazi per le case automobilistiche che investono in fabbriche locali
L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di alleggerire i dazi sulle case automobilistiche che si impegnano a produrre di più nel Paese. Lo riferiscono al “Wall Street Journal” fonti a conoscenza della vicenda, spiegando che il cambio di linea è emerso durante i negoziati per convincere Audi a costruire in Georgia uno stabilimento da 4 miliardi di dollari. L’impianto, in grado di produrre 200 mila veicoli l’anno, è stato annunciato sabato da Trump nel corso di un comizio elettorale nello Stato, dopo l’intesa raggiunta in giornata con le autorità locali. Nelle ultime settimane i dirigenti di Audi, marchio del gruppo tedesco Volkswagen, si sono recati a Washington per chiedere una riduzione dei dazi. L’azienda importa negli Usa tutte le proprie vetture da Messico ed Europa e nel 2025 ha pagato oltre 1 miliardo di dollari in dazi. Secondo le fonti, i vertici dell’azienda hanno ricevuto rassicurazioni sul fatto che il dipartimento del Commercio introdurrà presto un programma di sgravi per le società che investono negli Usa. I dettagli sono ancora allo studio, ma il piano dovrebbe consentire a chi investe in stabilimenti statunitensi di ottenere esenzioni o compensazioni sui dazi applicati a veicoli e componenti importati. Per accedere ai benefici, ha spiegato una delle fonti, le aziende dovranno impegnarsi ad avviare i lavori entro la fine del 2027. Il programma dovrebbe ricalcare quello già creato dal dipartimento del Commercio per il polisilicio, componente chiave dei pannelli solari: le imprese del settore possono presentare piani di rilocalizzazione della produzione e, una volta approvati, ottenere esenzioni per alcuni prodotti. La fabbrica è presentata come un successo della politica industriale di Trump in vista delle elezioni di metà mandato, attese molto combattute per il Partito repubblicano. L’amministrazione ha usato i dazi come strumento negoziale per ottenere investimenti manifatturieri, anche se hanno fatto salire i prezzi di molti beni. Gli sgravi, a loro volta, aiutano le case automobilistiche, colpite da bollette doganali da miliardi di dollari che erodono i profitti e stravolgono le catene di approvvigionamento globali. Molte hanno annunciato forti investimenti nella produzione negli Usa. Le autorità della Georgia corteggiavano Audi da anni, con incentivi e miglioramenti infrastrutturali. Una delegazione di funzionari statali e locali ha visitato di recente gli impianti del gruppo in Germania, ha raccontato Roy Lewis, commissario della contea di Peach, mentre i rappresentanti dell’azienda hanno compiuto più sopralluoghi nel sito. I dirigenti hanno spiegato che Audi ha valutato oltre 70 località prima di scegliere la Georgia. Il governatore, Brian Kemp, ha ammesso in conferenza stampa di aver temuto di non riuscire a chiudere l’accordo prima della fine del proprio mandato. A gennaio l’amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume, aveva dichiarato che il gruppo non poteva permettersi un nuovo impianto di Audi negli Usa mentre sosteneva il peso dei dazi. Il marchio attraversa una fase difficile negli Usa: i dazi hanno costretto a rialzare i prezzi di diversi modelli e l’attività locale è penalizzata da vendite in calo e perdite. Nel 2025 l’azienda ha annunciato il taglio fino a 7.500 posti di lavoro. I dirigenti hanno spiegato che la fabbrica è l’occasione per rilanciare le attività statunitensi, mentre le concorrenti Bmw e Mercedes-Benz hanno una base produttiva negli Usa da anni e sono meno esposte ai costi dei dazi. In Georgia le autorità parlano di una vittoria storica attesa da anni, ma l’annuncio ha suscitato l’indignazione di politici e sindacalisti tedeschi, preoccupati per i tagli ai posti di lavoro in patria. Il progetto richiede l’approvazione del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, composto per metà da rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati. Il sindacato dei metalmeccanici IG Metall, che vi ha diversi seggi, ha criticato l’amministratore delegato di Audi, Gernot Dollner, per essere salito sul palco con Trump a un comizio politico. La presidente del sindacato, Christiane Benner, ha definito il comportamento di Dollner “molto imbarazzante, politicamente inaccettabile e indegno dell’azienda”.
Qual è la tua reazione a questa notizia?