A 10 anni dal sisma per due opere pubbliche su tre non è ancora partito il cantiere

Ago 20, 2026 - 00:51
 0  39
A 10 anni dal sisma per due opere pubbliche su tre non è ancora partito il cantiere

A distanza di dieci anni dal terremoto del 24 agosto che colpì il Centro-Italia due interventi pubblici su tre non hanno ancora avviato il cantiere. È il dato che emerge dall'analisi di ActionAid del report 'Dieci anni dopo: i dati raccontano', dedicato allo stato della ricostruzione dell'edilizia pubblica nei territori del cratere. ActionAid ha ottenuto solo di recente, attraverso una richiesta di accesso agli atti, i dati aggiornati al 30 aprile 2026. Una fotografia da cui emerge che risultano programmati 3.667 interventi, per un valore complessivo di oltre 4,85 miliardi di euro. Ma l'avanzamento resta parziale: il 66,3% delle opere si trova ancora nelle fasi che precedono l'inizio materiale dei lavori, mentre solo il 33,6% è in fase esecutiva o conclusiva. Il ritardo - secondo l'organizzazione - non è solo tecnico o amministrativo perché una ricostruzione incompleta indebolisce reti sociali e senso di appartenenza delle comunità. Nelle Marche sono ancora nelle fasi precedenti l'avvio dei lavori 1.243 interventi, pari al 66,4%; in Abruzzo 446, pari al 61,5%; nel Lazio 365, pari al 69,7%; in Umbria 378, pari al 69,2%. Il quadro si conferma critico nei 44 Comuni più colpiti dal sisma. Complessivamente, risultano programmati 1.544 interventi, per un valore di circa 2,1 miliardi di euro, pari a circa il 42% delle opere totali. Eppure, anche nei territori più feriti, circa sette interventi su dieci non hanno ancora raggiunto la fase di cantiere: 1.031 si attestano infatti nelle fasi precedenti all'avvio dei lavori, mentre solo il 18,4% è arrivato alle fasi di fine lavori o collaudo. "Per chi vive nei territori colpiti, i dati sulla ricostruzione - sottolinea Patrizia Caruso, Responsabile dell'Unità Resilienza di ActionAid Italia - non sono un dettaglio tecnico: una scuola non ricostruita può incidere sulla scelta di una famiglia di restare in un territorio; un municipio non riaperto indebolisce i servizi di prossimità; una struttura sanitaria non disponibile può rendere più fragile la permanenza di persone anziane, vulnerabili. Eppure, oggi queste informazioni sono ancora disperse, frammentate, non sempre aggiornate né complete. A dieci anni dal sisma- conclude - manca uno strumento unico, accessibile e comprensibile".

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.