Gli attacchi iraniani alle sedi diplomatiche Usa nel Golfo hanno causato danni per 184 milioni di dollari
Le sedi diplomatiche statunitensi in Iraq, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno subito danni dal costo complessivo stimato in circa 184 milioni di dollari a causa degli attacchi iraniani, secondo un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato ieri. I danni maggiori sono stati registrati in Iraq, con un costo di 157 milioni di dollari, seguito dal Kuwait con più di 14 milioni e dall’Arabia Saudita con 11,5 milioni. Negli Emirati l’importo dei danni ammonta a 125 mila dollari. Nel corso del conflitto iniziato il 28 febbraio scorso la missione diplomatica Usa in Iraq è stata colpita da oltre 600 attacchi iraniani. Il rapporto evidenzia anche l’entità dei danni subiti dalle forze armate statunitensi dall’inizio della guerra: oltre 50 velivoli sono stati danneggiati o distrutti, tra cui quattro F-15E, sette aerocisterne KC-135, quattro elicotteri AH-6 e almeno 30 droni MQ-9 Reaper. Il costo complessivo del conflitto era stimato dal Pentagono in 33,4 miliardi di dollari al 29 giugno, esclusi i costi per la riparazione delle infrastrutture; a luglio il segretario alla Guerra Pete Hegseth aveva portato la stima a 37,5 miliardi. Il conflitto ha provocato finora la morte di 18 militari statunitensi e il ferimento di circa 800, mentre circa 50 mila soldati Usa restano dispiegati nella regione.
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