Giappone: il governo prepara tagli all’Iva senza precisare le coperture finanziarie
Il governo del Giappone si prepara ad approvare oggi il piano per ridurre l’imposta sui consumi e introdurre trasferimenti alle famiglie, senza indicare nel dettaglio come saranno finanziate le misure. Lo riferiscono i media giapponesi, secondo cui la decisione rischia di mantenere alta la preoccupazione dei mercati per la sostenibilità delle finanze pubbliche, già sotto pressione. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi decennali ha superato oggi la soglia chiave del 3 per cento, in un contesto di crescenti timori globali su inflazione e conti pubblici. Il piano prevede la riduzione dell’imposta sui prodotti alimentari dal 8 all’1 per cento per due anni, a partire dal primo aprile 2027, accompagnata da trasferimenti alle famiglie equivalenti al restante un per cento, così da azzerare di fatto il prelievo fiscale sugli acquisti di cibo. Il mancato gettito è stimato in circa 5 mila miliardi di yen. Il governo ha escluso il ricorso all’emissione di nuovi titoli di Stato per coprire il costo e intende finanziare la misura attraverso entrate non fiscali e una revisione dei sussidi e delle agevolazioni fiscali esistenti. La riduzione dell’imposta sui consumi si aggiunge agli ambiziosi piani di spesa della prima ministra Sanae Takaichi, che hanno già provocato vendite sui titoli di Stato giapponesi e attirato le critiche del segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Takaichi ha promesso di contenere a circa 40 mila miliardi di yen l’emissione di nuovi titoli per il bilancio dell’anno fiscale 2027, ma la crescente spesa pubblica rende difficile valutare in anticipo le effettive necessità di finanziamento. Il provvedimento legislativo per il taglio dell’imposta dovrebbe essere presentato alla Dieta il mese prossimo.
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