A Linda Farata il Premio ‘Residenza Molteplicità - Brema’: esperienza preziosa

Giu 11, 2026 - 00:18
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A Linda Farata il Premio ‘Residenza Molteplicità - Brema’: esperienza preziosa

La scrittrice milanese Linda Farata ha fatto tappa alle Giornate della Cultura Italiana di Brema, presso la Gerhard-Marcks-Haus. L'autrice – classe 1994 - è la prima vincitrice del Premio Residenza Molteplicità - Brema, iniziativa promossa dalla Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall'Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, dal Senatore per la Cultura della Libera Città Anseatica di Brema e dall’Associazione Italo-Tedesca di Brema. Il premio offre a un'autrice o a un autore italiano la possibilità di trascorrere un periodo di residenza nella città anseatica per riflettere sul tema della Molteplicità, uno dei valori individuati da Italo Calvino nelle sue celebri Lezioni americane. Un tema che si ritrova anche nelle riflessioni di Farata, al centro dell'incontro moderato dalla professoressa Elisabeth Arend dell'Università di Brema. Intervistata da 9Colonne, la scrittrice ha spiegato come interpreti oggi il concetto di molteplicità in un'Europa sempre più attraversata da lingue, culture e identità diverse: “Secondo me la molteplicità è la capacità di osservare uno stesso oggetto da tante prospettive diverse e riuscire a tenere insieme più punti di vista e più realtà contemporaneamente”, ha affermato. “Nel mio caso significa cercare di tenerli insieme sulla carta, cosa che dal punto di vista tecnico è anche difficile, ma proprio per questo rappresenta una sfida che mi interessa affrontare”. Per Farata la molteplicità non è soltanto una questione formale o letteraria, ma possiede anche una dimensione culturale e politica: “Mi interessa di più il tentativo di tenere insieme diversi modi di parlare della stessa cosa piuttosto che utilizzare una voce autoriale unica dall'inizio alla fine, che proceda semplicemente da A a B”, ha spiegato. La scrittrice ha riflettuto anche sull'influenza che i suoi percorsi internazionali hanno avuto sul suo modo di scrivere. Tra Italia, Messico e Germania, Farata ha infatti attraversato lingue e culture differenti, esperienze che considera fondamentali per la propria formazione umana e letteraria: “Credo che questi spostamenti abbiano cambiato molto il mio modo di raccontare”, ha sottolineato a 9Colonne. “Ma come qualsiasi esperienza che viviamo, cambiano il modo in cui scriviamo, il modo in cui parliamo e il modo in cui guardiamo la realtà”. Secondo l'autrice, vivere tra lingue e culture diverse significa anche confrontarsi con una particolare forma di vulnerabilità. “Attraversare le lingue e attraversare diverse culture mette in una posizione di fragilità, perché non si è più completamente a casa propria. Si perdono un po' i confini di ciò che si conosce e di ciò che non si conosce”, ha raccontato. Una condizione che, pur comportando momenti di solitudine, può trasformarsi in una risorsa creativa. “Quel senso di vulnerabilità, per quanto possa causare debolezza e solitudine, è in realtà anche un luogo molto ricco da cui possono nascere nuovi modi di comprendere e di vivere le cose”. A poche settimane dall'inizio della sua residenza a Brema, Farata preferisce non trarre conclusioni definitive sugli effetti che questa esperienza avrà sulla sua scrittura. “È difficile dirlo adesso, perché non mi rendo mai conto delle cose mentre le vivo. Tutto diventa più chiaro a posteriori”, ha spiegato. La scrittrice è però certa che qualcosa di questa esperienza resterà nelle sue opere future: “Credo che mi porterò dietro degli squarci di questa città e di questo momento della mia vita. Forse la cosa più preziosa di questo tempo a Brema è che è diverso dalla mia quotidianità. Quando i giorni si ripetono sempre uguali è facile perderseli; invece i giorni inaspettati incidono di più nella memoria”. Una riflessione che sembra riassumere perfettamente lo spirito stesso della Residenza Molteplicità: creare uno spazio di incontro, osservazione e scoperta capace di generare nuove prospettive, nuovi sguardi e nuove narrazioni. “Di sicuro è un tempo che mi sto godendo - ha concluso la scrittrice – e sono molto grata di poterlo vivere”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.