ABRAMOVICH, IL TRIBUNALE UE CONFERMA LE SANZIONI
Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto questa mattina il ricorso dell’imprenditore Roman Abramovich e ha confermato le misure restrittive adottate nei suoi confronti dall’Unione europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Abramovich, che possiede cittadinanze russa, israeliana e portoghese, è il principale azionista di Evraz, uno dei maggiori gruppi russi attivi nei settori siderurgico e minerario. Il suo nome è stato inserito negli elenchi delle persone sottoposte a sanzioni europee, con il congelamento dei beni e il divieto di ingresso o transito nell’Unione. L’imprenditore aveva contestato il mantenimento delle misure e chiesto anche un risarcimento per il danno morale che avrebbe subito. Il Tribunale ha però ritenuto legittima l’azione del Consiglio europeo, respingendo l’accusa secondo cui le decisioni sarebbero state di fatto prese dai gruppi di lavoro incaricati dei preparativi. Secondo i giudici, il Consiglio ha mantenuto il proprio potere decisionale e ha semplicemente utilizzato il lavoro preparatorio dei gruppi di esperti. Anche i criteri utilizzati per applicare le sanzioni sono stati considerati chiari, obiettivi e proporzionati. Nella sentenza odierna, il Tribunale ha sottolineato il peso delle partecipazioni di Abramovich in società attive nella siderurgia, nell’estrazione mineraria e nella produzione di nichel e palladio, settori considerati importanti fonti di reddito per il governo russo, sottolineando come le misure restrittive rispettino il diritto dell’Unione e siano proporzionate all’obiettivo di contribuire a una soluzione pacifica della guerra in Ucraina.
Qual è la tua reazione a questa notizia?