Air New Zealand e il caro carburante: network ridotto e tariffe più alte
Gli effetti del caro carburante si abbattono pesantemente sull’operativo di Air New Zealand che ha deciso di ridurre il network domestico e di rivedere al rialzo le sue tariffe, sospendendo al contempo le previsioni finanziarie per l’esercizio in corso. L’aeroporto di Dunedin, nella regione di Otago, sulla costa orientale dell’Isola del Sud, è tra i principali soggetti di questa riorganizzazione, mentre il vettore nazionale, già in deficit nel primo semestre, cerca di proteggere la propria liquidità senza interrompere le principali linee di collegamento internazionale del Paese, in particolare verso gli Stati Uniti e l’Europa. Da qui all’inizio di maggio, Air New Zealand taglierà circa 1.100 voli, pari a quasi il 5% della sua capacità, che interesseranno circa 44.000 passeggeri. Secondo i media neozelandesi, la maggior parte di questi adeguamenti riguarda il network domestico e i voli a minore domanda, piuttosto che la chiusura di linee complete. La decisione di Air New Zealand è direttamente collegata all’impennata del prezzo del cherosene dopo il nuovo aggravarsi del conflitto in Medio Oriente: il prezzo del carburante per l’aviazione, che oscillava tra gli 85 e i 90 dollari al barile, ora si attesta tra i 150 e i 200 dollari, livelli che non si vedevano dall’inizio della guerra in Ucraina nel 2022. “I prezzi del carburante hanno raggiunto livelli senza precedenti per la compagnia”, ha ammesso la direzione, aggiungendo che se la situazione dovesse persistere, Air New Zealand “dovrà continuare ad adeguare le sue tariffe e il suo programma di voli”.
Qual è la tua reazione a questa notizia?