Allarme posidonia nel mar Mediterraneo

Giu 10, 2025 - 05:58
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Allarme posidonia nel mar Mediterraneo

I mari italiani, come quelli di tutto il Mediterraneo, sono ancora ricchi di praterie di Posidonia oceanica, ecosistemi chiave per la biodiversità ma anche molto fragili a seguito di diverse minacce antropiche, tra cui gli ancoraggi. Un nuovo studio del WWF evidenzia l'urgente necessità di proteggere tali praterie in tutto il Mediterraneo dai danni causati dall'ancoraggio delle imbarcazioni. Il rapporto lanciato oggi in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, rivela l'entità dei danni inflitti alle praterie marine mediterranee dall'ancoraggio, con oltre 50.000 ettari di Posidonia oceanica - una specie chiave di fanerogame marine endemica del Mare Nostrum -  potenzialmente colpiti solo nel 2024 (pari a 70.000 campi da calcio), che equivale a una perdita economica in termini di servizi ecosistemici di oltre 4 miliardi di euro all'anno. 

Lo studio Safeguarding Mediterranean Seagrass Meadows from Anchoring Damage (Salvaguardare le praterie di fanerogame marine del Mediterraneo dai danni causati dall'ancoraggio), si basa su dati avanzati del sistema di identificazione automatica (AIS) per mappare le pressioni dell'ancoraggio su Posidonia oceanica in tutta la regione. L'ancoraggio è una delle minacce più critiche e prevenibili per la Posidonia oceanica: questa pianta marina (che comunemente viene scambiata per un’alga) ha una crescita lenta ed è vitale per la biodiversità marina, la protezione delle coste e la regolazione del clima. Queste praterie sommerse color smeraldo sostengono la pesca, sequestrano grandi quantità di carbonio, paragonabili alle emissioni di 430 milioni di automobili all'anno. Inoltre, proteggono le coste dall'erosione: i ‘tappeti’ marroni che si accumulano sulle spiagge sono costituiti dalle foglie più esterne e mature della pianta, e diventano air-bag naturali capaci di ridurre la violenza del moto ondoso sulle spiagge e quindi la loro erosione.   

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.