Carta Docente: scadenze al 31 agosto, importo a 383 euro e riattivazione incerta
La Carta Docente resta uno strumento centrale per l’aggiornamento professionale dei docenti. Dopo mesi di inattività iniziati il 31 agosto scorso, l’annualità 2025/2026 è stata resa utilizzabile soltanto il 9 marzo. Anche quest’anno la piattaforma verrà bloccata a fine agosto per manutenzione, come avviene di consueto, mentre scadranno le somme residue riferite all’anno 2024/2025. Resta però il nodo dei tempi di riapertura: in passato lo sblocco cadeva tra fine settembre e ottobre, ma l’ultimo ciclo ha visto una ripartenza non autunnale, bensì a marzo. Al momento non ci sono indicazioni ufficiali diverse su quando sarà riattivata dopo la pausa estiva. L’importo nominale per l’annualità in corso è di 383 euro. Un decreto interministeriale relativo alla Carta Docente 2026 precisa che le somme risultano spendibili in due anni, con orizzonte fissato al 31 agosto 2027, fermo restando il quadro dei limiti per l’acquisto di hardware e software. Il perimetro operativo della Carta è stato inoltre aggiornato dal decreto 9 settembre 2025, n. 127, che ha riorganizzato le regole prevedendo d’ora in poi un decreto interministeriale entro il 30 gennaio per definire ogni anno criteri, modalità di assegnazione e la ripartizione dell’importo in base al numero dei docenti aventi diritto. Secondo una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito diffusa il 5 marzo, i beneficiari sono oggi oltre il milione, con un ampliamento rispetto all’anno precedente e un incremento complessivo rispetto all’impianto originario della misura. La comunicazione ministeriale collega l’estensione ad alcune sentenze dal 2021 che hanno imposto un allargamento della platea e annuncia anche un aggiornamento del perimetro delle categorie di spesa ammissibili. “Una platea complessiva di beneficiari di oltre 1 milione di docenti […] Si dà, in questo modo e nell’ottica di una sempre maggiore valorizzazione professionale dei docenti, un’ulteriore risposta ad alcune sentenze che dal 2021 avevano prospettato la necessità di allargare la platea dei beneficiari”. “Sono state ampliate, inoltre, le categorie di spesa ammissibili al fine di rafforzare le opportunità per i docenti”.
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